Francesco Di Majo

Con Msc e Costa riparte il traffico nel porto di Civitavecchia

Parla il presidente dell'Autorità di sistema del Mar Tirreno centrale: «Ad agosto c'è stata una crescita dei passeggeri sui traghetti. E si è già ridotto il disavanzo: da 19,17 a 15 milioni»

di Raoul de Forcade

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Civitavecchia, primo porto italiano per traffico crocieristico

Parla il presidente dell'Autorità di sistema del Mar Tirreno centrale: «Ad agosto c'è stata una crescita dei passeggeri sui traghetti. E si è già ridotto il disavanzo: da 19,17 a 15 milioni»


4' di lettura

Dopo mesi di lacrime e sangue imposti dalle misure restrittive legate alla pandemia COVID-19 Civitavecchia, il primo porto italiano per traffico crocieristico - secondo in Europa dopo Barcellona - comincia a vedere un po’ di luce. A testimoniarlo è Francesco di Majo, presidente dall’Autorità di sistema del Mar Tirreno centrale (Gaeta, Fiumicino e Civitavecchia). «Abbiamo una ripresa del traffico - spiega - grazie alla ripartenza del settore crociere, prima di Msc e poi di Costa». I numeri, però, non hanno purtroppo ancora nulla a che vedere con quelli del 2019. L’anno scorso Civitavecchia aveva totalizzato 2,65 milioni di passeggeri transitati e nel 2020 ne erano previsti tre milioni. Dato confermato nel primo bimestre dell’anno, che segnava +19% sullo stesso periodo del 2019. Poi c’è stato il crollo legato agli effetti del virus. A marzo del 2019 lo scalo aveva movimentato 77.992 crocieristi; mentre a marzo del 2020, mese in cui in tutta Italia è scattato il lockdown, sono crollati a 18.500, Nei mesi successivi, con le navi ferme, sono arrivati a zero. Nello stesso periodo erano anche precipitati i numeri dei passeggeri dei traghetti, passati da 74.915 a marzo 2019 a 23.935, lo scorso marzo. D’altro canto, fino ai primi di settembre, nonostante la ripartenza dopo la metà agosto di Msc, la situazione delle crociere in Italia non è stata rosea: il 4 settembre, testimoniano i dati dell’agenzia Cemar di Sergio Senesi, ammontavano a 4.268 gli scali persi sui moli italiani dall’inizio del blocco delle crociere, con -10,77 milioni di passeggeri. Tuttavia, come si è accennato, a Civitavecchia qualche segno positivo si registra. «Abbiamo - dice di Majo - una ripresa lenta del traffico che è stato avviato il 16 agosto da Msc con la nave Grandiosa. E a metà ottobre dovrebbe partire anche con la Magnifica. Mentre la Costa ha ripreso domenica 20 settembre con la Diadema e dovrebbe continuare, con la AidaBlu e con la Smeralda, da metà ottobre. Sono in sostanza cinque navi. Certo sono ancora poche e poi si va verso novembre, che è un mese di fisiologico calo delle crociere. Ottobre normalmente sarebbe un buon periodo ma è stato pregiudicato dalle vicende del Covid. Ci aspettiamo, invece, che il traffico riprenda più decisamente nel 2021». Poi aggiunge: «Le compagnie che controllano Rct, il Roma cruise terminal di Civitavecchia (ossia Costa, Msc attraverso Marinvest e Royal Caribbean, ndr), mi dicono che hanno molte prenotazioni per l’anno prossimo. Anche quanto a richieste di accosti delle navi stiamo quasi ritornando ai ritmi del 2019. Resta il problema che inizialmente le navi continueranno, come succede ora, a essere non a pieno regime, in termini di numero di passeggeri a bordo, per le esigenze di distanziamento».

Un fattore non negativo per il porto (mentre lo è per gli armatori), spiega di Majo, sono le navi «in sosta inoperosa, che stanno ferme ma garantiscono anche un po’ di occupazione, perché devono essere sottoposte a controlli periodici, ospitano membri dell’equipaggio e creano movimento. È chiaro che non è la soluzione a cui aspiriamo ma il porto è comunque occupato dalle navi da crociera: attualmente ce ne sono cinque in banchina».

Secondo Di Majo sono anche migliorati i dati delle entrate dello scalo. A fine maggio nel bilancio di previsione del porto la riduzione stimata delle entrate, rispetto al bilancio previsionale 2020, ammontava a -19,77 milioni (-54,22%). I dati però stanno cambiando, afferma il presidente dell’Adsp: «Ad agosto abbiamo registrato, rispetto al periodo Covid, una crescita importante. E nel periodo abbiamo totalizzato circa il 70% di passeggeri di traghetti, rispetto allo stesso periodo del 2019. In sostanza, quindi, abbiamo avuto un calo del 31,9%, mentre ne avevamo previsto uno del 50%. C’è stato, dunque, un introito maggiore delle stime, anche se le crociere, con 3.463 passeggeri, hanno segnato -99% rispetto ad agosto 2019. Si è comunque ridotto il disavanzo finanziario dell’ente. Dei 19,77 milioni che avevamo calcolato in maggio, una perdita di circa 15 milioni era relativa ai diritti di porto legati ai passeggeri e alle crociere». Aggiunge il dirigente: «Con la ripartenza del settore, invece, le entrate relative a questi diritti dovrebbero ridursi di 10 milioni anziché 15. A ciò si aggiunge una riduzione del calo delle tasse sulle merci. Al tempo avevamo calcolato circa 5 milioni in meno; ora prevediamo un un leggero miglioramento ma non credo ci saranno grandi differenze, perché scontiamo gli effetti della riduzione del traffico di carbone, dovuto alla lenta chiusura della centrale Enel, che non c’entra con la pandemia, e della caduta dei carichi di jet fuel per l’aeroporto di Fiumicino, questa dovuta alla contrazione di traffico aereo a seguito del Covid». Con la crescita, tra luglio e agosto, «dei passeggeri dei traghetti, specie verso la Sardegna - dice di Majo - abbiamo dato seguito alle prescrizioni regionali, allestendo, da agosto, un’area dedicata ai tamponi volontari. Ne abbiamo fatti oltre 30mila, col sistema del drive-in: inizialmente solo sui rientri e poi anche sulle partenze. Siamo stati gli unici, nel panorama italiano, a fare questa operazione».

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