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Con Noriega se ne va un pezzo di America Latina, quella più torbida

di Roberto Da Rin

2 maggio 1989: il generale Manuel Antonio Noriega in un quartiere di Panama (AP)

2' di lettura

Manuel Noriega è morto a 83 anni. È stato presidente e dittatore di Panama dal 1983 al 1989. Con lui se ne va un pezzo di America Latina, quella più torbida, legata al narcotraffico, a relazioni sempre pericolose con gli Stati Uniti e con altri Paesi dell'area produttori di droga.
Le sue fortune militari e politiche risalgono agli anni Settanta, in piena guerra fredda. Mutevole il suo rapporto con gli Stati Uniti: prima alleato poi nemico, poi ancora complice, infine accusato e imprigionato.

Le trame di “Faccia d’ananas”
Noriega, “Faccia d'ananas”, così lo chiamavano gli americani, ha saputo tessere rapporti di forza - ma anche di dialogo mirato al ricatto – con gli Stati Uniti, la Cuba di Fidel Castro, il Nicaragua di Daniel Ortega, la Colombia di Pablo Escobar.

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Panama, morto l’ex dittatore Manuel Noriega

Panama, morto l’ex dittatore Manuel Noriega

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Un uomo impastato di traffici illeciti, segreti e ricatti che ha dominato a lungo i rapporti politici del Centro America. Quando nel 1987 alcuni ufficiali panamensi lo accusarono di essere coinvolto nel traffico di droga, a Miami fu aperta una inchiesta nei suoi confronti. Gli Usa gli tolsero definitivamente l'appoggio, dimenticando molto rapidamente che per anni lo avevano definito “un amico sincero”. Da quel momento cominciò il braccio di ferro con Washington, conclusosi con la deposizione di Noriega in seguito all'operazione “Just Cause”: l'invasione dei marines americani a Panama avvenuta il 20 dicembre del 1989.

La condanna a 40 anni di carcere
L'anno dopo Noriega, con l'accusa di riciclaggio e narcotraffico, fu condannato a 40 anni di carcere. Ha scontato parte della pena negli Stati Uniti e in Francia, dal 2011 era in prigione a Panama. A Parigi aveva dovuto scontare le accuse di riciclaggio negli anni '80, per circa 2,3 milioni di euro, fondi provenienti dal cartello delle droga di Medellin.

Da soldato a dittatore
Uomo delle forze armate panamensi fin dal '62, Noriega entrò nelle grazie dell'allora capo militare Omar Torrijos e alla sua morte (nel 1981) diventò capo delle Forze di difesa, riuscendo due anni dopo a confermarsi, fino al 1989, leader de facto a Panama City.
Esperto di intelligence militare, terrorismo, lotta al narcotraffico, cooperò con la Cia nel periodo in cui, nel 1976, l'agenzia era diretta da George W. Bush. L'appoggio dei servizi segreti Usa avvenne nell'ambito degli sforzi di Washington per evitare che Panama entrasse nella sfera d'influenza sovietica. Ricevette d'altro lato anche encomi per il ruolo svolto nella lotta contro il traffico internazionale di cocaina. Negli stessi anni appoggiò operazioni filo-Usa di smantellamento delle guerriglie d'ispirazione marxista che ai tempi operavano in Nicaragua e El Salvador.

La malattia e il coma
Noriega era stato operato il 7 marzo per rimuovere un tumore benigno, ma dopo un'emorragia celebrale era tornato in sala operatoria per un secondo intervento. Da allora era in coma.

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