rischi e trappole

Con il nuovo lockdown i ragazzi si riattaccano allo smartphone? Ecco come proteggerli

Aumentano le ore trascorse davanti a computer, tablet e smartphone. Ecco i pericoli e come difendersi.

di Gianni Rusconi

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Aumentano le ore trascorse davanti a computer, tablet e smartphone. Ecco i pericoli e come difendersi.


3' di lettura

Ci risiamo, o quasi. Per gli adolescenti si ripropone lo stesso scenario vissuto fra marzo e aprile: didattica a distanza, meno occasioni per socializzare, azzeramento o quasi delle attività sportive e di intrattenimento fuori casa. La conseguenza? Aumentano le ore trascorse davanti a computer, tablet e smartphone per restare in contatto con amici e compagni di classe, studiare, e giocare su WhatsApp e Skype, sulle ormai diffusissime piattaforme per videochiamate di gruppo (Zoom, Google Meet e Microsoft Teams) e quelle per il gaming in streaming come Playstation Now o Google Stadia.

I rischi e le trappole

Le opportunità di svago digitale sono tante e per i cybercriminali si spalancano automaticamente nuove occasioni di attacco, aumentando i rischi di un utilizzo imprudente e non controllato di piattaforme di messaging, siti di gaming e soprattutto social network. Le trappole in cui possono cascare bambini e ragazzi le conosciamo: condivisione con estranei di dettagli personali, cyberbullismo e cyber pedofilia, contenuti inappropriati, accesso a siti Web malevoli e molte altre ancora. Cosa fare per proteggere i minori dalle minacce online? Ecco di seguito, in ordine sparso, cosa consigliano esperti di sicurezza informatica e psicologi.

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Download autorizzati e parental control

L'onere di educare i più giovani a un uso più attento e responsabile dei dispositivi digitali ricade in primo luogo sui genitori e il primo passo da compiere è quello di spiegare loro i comportamenti da tenere e quelli da evitare sul Web, mettendoli al corrente delle possibili conseguenze legate a comportamenti non adeguati e azioni. Limitare semplicemente l'accesso a Internet (dei bambini in particolare) non può però essere sufficiente a garantire un'esperienza online sicura.

È sicuramente utile concordare la quantità di tempo che possono trascorrere connessi, verificando in modo puntuale che la regola venga rispettata, ed è necessario, soprattutto, mettere in atto una combinazione di fattori, coniugando formazione e comunicazione e il ricorso a software in grado di rafforzare le difese e di stimolare lo sviluppo delle competenze digitali senza doversi preoccupare delle minacce informatiche. Vincolare il download delle applicazioni sul telefonino all'autorizzazione di mamma o papà, per esempio, è una delle prassi da seguire, al pari di educare i figli all'importanza delle password e all'uso di reti Wi-Fi protette, spiegando ai diretti interessati la necessità di mantenere riservate alcune informazioni online.

Il passo successivo (forse il più difficile) è quello di conoscere le attività condotte in Rete dai propri figli: controllare i siti a cui i ragazzi accedono e i canali di intrattenimento che visitano di frequente e monitorare account e contatti è un'azione tanto delicata quando fondamentale per prevenire brutte sorprese. In termini pratici, attivare uno strumento di “Parental Web Control” sui dispositivi utilizzati dai figli più piccoli è sicuramente una soluzione utile a controllare i contenuti online visualizzabili dai bambini. Molti software antivirus permettono di selezionare le categorie di filtro a seconda che si tratti di contenuti per soli adulti e potenzialmente inappropriati o blog e siti di social network; è ovviamente buona cosa che la scelta delle impostazioni siano costantemente nelle mani di un genitore.

Evitare le trappole dei social network

Una volta che un contenuto è pubblicato online, e qui condiviso a catena da altri utenti, rimuoverlo può diventare un'operazione anche complessa. Si può ovviare al possibile abuso di post e commenti pubblicati sui social network? Un rimedio efficace, secondo gli esperti, è quello di aiutare i ragazzi ad assumersi le conseguenze di ciò che condividono online, facendo ripetere loro a voce alta il contenuto che si vuole condividere con i propri contatti o pubblicamente. In caso si tratti di qualcosa che non direbbero mai nella vita reale guardando in faccia un'altra persona, è preferibile evitare di esprimerla anche nel mondo virtuale.

Navigare online insieme e device negli spazi comuni

Il fatto che molti genitori siano “costretti” a lavorare da casa in regime di smart working crea sicuramente qualche problema di convivenza digitale con gli altri membri della famiglia (anche per la necessità di dividersi device e banda di connessione) ma regala anche, ai più fortunati, l'opportunità di poter condividere l'esperienza online con i propri figli. Trascorrere del tempo sul Web insieme ai più piccoli è decisamente una pratica consigliata, così come quella di posizionare i dispositivi nelle zone comuni della casa (e non nelle rispettive camere) per poter seguire da vicino ogni potenziale problema. E infine una duplice raccomandazione, certo non facile da tradurre in pratica per tutti i genitori. La prima: discutere con i propri figli di come è andata la loro giornata online, per favorire un approccio sereno e intelligente alla loro sicurezza digitale. La seconda: prendere dimestichezza con il mondo cibernetico frequentato da bambini e ragazzi, prendendo il tempo per documentarsi sulle nuove tendenze, sui giochi e sui canali social che più influenzano la loro vita su Internet.

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