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Con OlivYou l’extravergine di oltre 100 produttori selezionati si compra online

Vendite cresciute del 56% per la startup che punta ad arrivare nel 2022 a 1,8 milioni di euro di fatturato e 10 milioni entro il 2025, anche grazie alla crescita all’estero

di Gianni Rusconi

Ager oliva, la startup che si prende cura degli ulivi

4' di lettura

Nasce nel 2017 e l'idea di darle vita è venuta (insieme ad altri soci) a Massimo Boraso, già fondatore dell'omonima azienda specializzata nel campo delle soluzioni di conversion marketing e di commercio elettronico.

C'è quindi tanto digitale nell'anima di OlivYou, e non a caso l'obiettivo che ha segnato il suo avvento sul mercato è stato subito molto chiaro: mettere a sistema (grazie a una piattaforma tecnologica) i migliori produttori artigiani di olio extravergine di oliva per offrire al consumatore finale una selezione di etichette di qualità a prezzi di frantoio, da acquistare direttamente online e con consegna direttamente a casa.Oggi il catalogo di OlivYou conta di circa 530 differenti oli extravergini provenienti da più di 100 produttori e fa leva sull'hub logistico alle porte di Milano dove l'olio viene conservato nelle migliori condizioni possibili per mantenerne intatte le sue proprietà (rigorosamente al buio e a temperatura controllata non superiore ai 18 gradi centigradi e al riparo da sbalzi termici) per essere poi spedito in tutta Italia e anche oltreconfine.

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Numeri alla mano, la startup ha chiuso il primo semestre del 2021 con una crescita del 56% degli ordini rispetto allo stesso periodo del 2020 e ha raggiunto quota 85mila utenti iscritti alla piattaforma, prevalentemente residenti al Centro Nord e nei grandi centri urbani ed equamente divisi fra le fasce di età comprese tra 25-44 anni sopra i 45 anni. Il target a livello economico, come conferma Boraso (che di OlivYou è anche il Ceo) al Sole24ore.com, è quello di «chiudere il 2021 a 600mila euro di ricavi, con una crescita del 120% rispetto all'anno precedente, sfruttando l'uscita dell'olio nuovo e il periodo natalizio».

Un risultato che, a detta dei diretti interessati, «sarebbe eccezionale», considerando anche il boom dell'e-commerce del food&beverage indotto dalla pandemia, e che farebbe da traino agli obiettivi fissati per il 2022 e oltre: 1,8 milioni di euro di fatturato, che dovrebbero diventare 10 milioni entro il 2025. Un salto triplo sui ricavi (già nei dodici mesi) che Boraso spiega con le vendite a regime in Europa e l'apertura delle spedizioni in tutto il mondo.
«Siamo molto ottimisti sull'estero, perché i primi ordini ricevuti in questi mesi, senza spingere particolarmente sul marketing e la comunicazione, hanno uno scontrino medio molto più alto della media italiana e questo grazie al fatto che sulla piattaforma si può fare letteralmente la spesa di tanti prodotti da dispensa made in Italy, e non solo dell'olio».

La missione di OlivYou, in ogni caso, rimarrà anche negli anni a venire quella di superare i limiti (nella distribuzione e nella cultura del prodotto) che ancora oggi condizionano in negativo il settore dell'olio di oliva in Italia, settore con 5mila frantoi e 850mila aziende coltivatrici da una parte e grandi industrie imbottigliatrici che comperano oli in Spagna, Turchia, Tunisia o in Africa per lavorarli e rivenderli sul mercato dall'altra. Senza dimenticare, ovviamente, gli oltre 700 differenti cultivar di olive che costituiscono il nostro ecosistema, patrimonio che, secondo Boraso, «non è ancora valorizzato e riconosciuto».

Da qui la scelta di puntare su produttori di olio extravergine a conduzione familiare con grande tradizione e competenza, con il controllo dell'intera filiera, dalla coltivazione dell'oliveto alla bottiglia sulla tavola, e aperti all'uso delle nuove tecnologie. Ad oggi sono un centinaio quelli aderenti alla piattaforma ed entro la fine dell'anno verranno inseriti a catalogo anche le migliori etichette di olio extra vergine (evo) di Spagna, Grecia e Francia. L'idea, conferma ancora il Ceo, è di arrivare a circa mille produttori di evo affiliati in tutto il mondo.
La selezione dei produttori è una delle chiavi del successo di OlivYou e come spiega Michele Debernardi, co-founder e chief operating officer della società, «avviene tramite una prima fase di raccolta di informazioni e analisi dell'azienda e il successivo assaggio, da parte dei nostri sommelier, di una campionatura degli oli che saranno messi in vendita».

A breve sarà inoltre lanciato un nuovo “sistema di qualità certificata e garantita” che punta a tutelare ulteriormente i clienti circa l'efficacia di una selezione basata su parametri chimici ed organolettici ancora più stringenti rispetto a quelli fissati per legge.
Di fatto OlivYou opera nell'olio con un modello che ricalca quello di mercahnt come Tannico nel vino .
«Con loro condividiamo la complessità della logistica retrostante – afferma Debernardi – e rispetto a loro abbiamo il vantaggio di una maggiore scalabilità internazionale, dovuta all'assenza delle accise sui vari mercati e alla scarsa concorrenza di retailer online e di prodotto».
E poi ci sono le tecnologie, punto fermo dell'operatività dell'azienda: ogni processo decisionale segue un approccio “data driven” e l'intera attività di marketing online è determinata dai dati mentre l'integrazione a livello informatico con i partner esterni della logistica sono la garanzia della massima efficienza possibile in fatto di gestione degli ordini. Agli strumenti digitali, insomma, sono delegate tutte le attività a basso valore aggiunto per liberare risorse da destinare al core business, esattamente come succede in una “dotcom” che si rispetti.


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