Banca d’Italia

Con la pandemia aumenta rischio di operazioni sospette. Uif: segnalazioni per 8,3 mld

Relazione annuale del direttore dell’Unità di Informazione Finanziaria, Claudio Clemente. In testa Lazio (18,7%) e Lombardia (14,4%)

di Carlo Marroni

(lpictures - stock.adobe.com)

I punti chiave

  • Nel 2020 aumenta il rischio riciclaggio
  • «Semplificare la disciplina degli appalti pubblici»
  • Ancora alto l'uso contante, ma è sceso con il lockdown
  • Rischi da Atm non bancari, molti nei centri storici

3' di lettura

Compravendita di mascherine e materiale sanitario, illeciti sulle misure di sostegno anti crisi Covid come finanziamenti garantiti o contributi a fondo perduto. La Uif, Unità di informazioni finanziaria presso la Banca d’Italia, ha ricevuto lo scorso anno 2.277 segnalazioni su operazioni sospette legate alla pandemia per 8,3 miliardi di euro. Il rapporto annuale rileva come le regioni che figurano di più come luoghi di esecuzione dell’operatività sospetta sono il Lazio (18,7%) e la Lombardia (14,4%). Nei primi cinque mesi del 2021 le segnalazioni sono state 1.796, per un’operatività sospetta pari a 1,86 miliardi di euro.

Nel 2020 aumenta il rischio riciclaggio

Deciso aumento, nel 2020 e nei primi mesi del 2021, delle segnalazioni da parte di banche e altri soggetti, di operazioni sospette di riciclaggio alla Uif. Dal rapporto annuale le segnalazioni sono state 113.187, 7.400 in più rispetto al 2019 (+7%). L’aumento, ha spiegato il direttore Uif Claudio Clemente, «è ascrivibile interamente a sospetti di riciclaggio. Quelle di finanziamento del terrorismo sono diminuite a 513 unità (-33,4%), anche a causa delle restrizioni alla mobilità». Nei primi 5 mesi del 2021 la crescita si è rafforzata, superando il 30%.

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«Semplificare la disciplina degli appalti pubblici»

Per Clemente «in connessione all'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, si è accentuata la richiesta di una semplificazione della disciplina degli appalti pubblici per accelerare i tempi di aggiudicazione e di realizzazione e per ridurre i costi degli interventi. In questo ambito, il sistema antiriciclaggio può offrire un supporto all'azione di contrasto senza ostacolare o rallentare il funzionamento del sistema». Secondo l'Uif «il presupposto perché ciò avvenga in maniera efficace è che le pubbliche amministrazioni siano anche poste in condizione di esercitare al meglio i propri compiti di prevenzione del riciclaggio, tra l'altro con la possibilità di acquisire informazioni sulla titolarità effettiva delle controparti private, superando le questioni interpretative concernenti tali aspetti».

Ancora alto l'uso contante, ma è sceso con il lockdown

Resta alto in alto l’utilizzo del contante e solo il lockdown stretto, fra marzo e aprile 2020, ha determinato la riduzione dell’operatività. Secondo il rapporto Uif, le comunicazioni pervenute nel 2020 (è obbligatorio per banche e altri soggetti comunicare i movimenti in contante oltre i 10.000 euro al mese complessivi di un solo soggetto) hanno evidenziato che in Italia permane un intenso utilizzo del contante, con 41 milioni di operazioni per circa 215 miliardi di euro complessivi. «Fra marzo e aprile del 2020, tuttavia - ha sottolineato Clemente - l’introduzione del lockdown ha determinato una riduzione dell’operatività in contanti del 40,5% rispetto ai due mesi precedenti». Il rapporto rileva come le segnalazioni di operazioni sospette ricevute che presentano collegamenti con soggetti o rapporti censiti nelle comunicazioni oggettive sono state il 52,8% del totale. Il 38% delle segnalazioni collegate ha riguardato fenomeni di anomalo utilizzo del contante, mentre il restante 62% ha fatto emergere varie tipologie di sospetti, circa un terzo delle quali riferibili a fenomeni di evasione fiscale e a vicende giudiziarie.

Rischi da Atm non bancari, molti nei centri storici

Infine esistono «forti rischi di riciclaggio» dall’attività degli sportelli automatici (Atm) indipendenti non riferibili a delle banche, posizionati nelle strade dei centri storici o in esercizi commerciali particolarmente esposti. La Uif segnala «la rilevante quantità di contanti complessivamente movimentata, in assenza di limiti prestabiliti ai prelevamenti sia nell’operatività di sportelli automatici adibiti alla conversione di valute virtuali in contropartita di contanti». Mancando un quadro di norme certe, la Uif «ha portato il tema all’attenzione delle autorità nazionali e europee» chiedendo di sottoporre i circuiti delle carte di pagamento a forme di collaborazione con le autorità antiriciclaggio in quanto nodi presso cui sono centralizzate informazioni utili a fini di prevenzione, non sempre rintracciabili attraverso richieste rivolte a singoli intermediari finanziari».

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