CENT’ANNI FA

Con la “piccola” 20 HP la Rolls Royce puntava a un nuovo mercato

Macchine ancora oggi di facile gestione, guida molto piacevole, grande affidabilità e fascino indiscutibile con prezzi inferiori agli 80mila euro

di Vittorio Falzoni Gallerani

3' di lettura

Dovremo abituarci, arrivati al 2022, a celebrare un secolo di vita di modelli sempre più conosciuti ed ancora presenti sulle strade; magari non proprio dietro l’angolo ma, frequentando i vari eventi del motorismo d’epoca, si possono incontrare. La Rolls-Royce, ormai conosciuta come casa costruttrice della migliore automobile del mondo (la 40/50 HP Silver Ghost) all’inizio degli Anni 20 del secolo scorso, decide di allestire uno chassis meno imponente pur conservando il livello qualitativo che tutti ormai le riconoscevano.

Occorreva raggiungere quella clientela fatta di famiglie facoltose, spesso con qualche quarto di nobiltà, ma non tanto da poter ambire al modello citato, acquistato quasi esclusivamente da regnanti o magnati di qualche settore: tutta gente che disponeva di numerosa servitù, autisti compresi, che poteva occuparsi tra l’altro dei novantanove ingrassatori, da rifornire settimanalmente, presenti sulla Siver Ghost di casa.

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Il nuovo modello doveva essere di gestione molto più semplice ed affrontabile dal proprietario, spesso anche guidatore; l’ispirazione non poteva venire che da modelli continentali di grande successo come, per esempio e fatte le debite proporzioni, la Fiat 501. L’operazione, per Sir Henry Royce e la sua squadra di tecnici, non fu difficilissima: praticamente si trattò di rimpicciolire il telaio della 40/50 HP che, a parte appunto le dimensioni (il passo diminuì da 3.658 mm a 3.276), sulla 20 HP si rivelò molto simile a quella della sorella maggiore con longheroni e traverse, assali rigidi, balestre e ammortizzatori a frizione.

L’auto fu presentata nel Settembre del 1922: periodo in cui l’adozione dei freni anteriori era ancora in fase sperimentale e la Rolls- Royce, come da sua tradizione, non volle rischiare tale novità per cui fino al 1925 anche le 20 HP furono rallentate dai soli tamburi posteriori. Si azzardò qualche novità in più a livello di motore concependo per la prima volta un monoblocco unico per i sei cilindri con testata smontabile, rivelando al mondo di riporre piena fiducia nelle proprie guarnizioni, contenente le valvole azionate, attraverso aste e bilancieri, da un albero a camme posto nel basamento; anche se si era accarezzata a lungo l’ipotesi dell’albero a camme in testa (addirittura), l’idea venne poi scartata nell’impossibilità di sacrificare troppo tempo per i collaudi di una soluzione così innovativa.

D’altronde la cubatura del motore, 3.1 litri, non necessitava di particolari raffinatezze per sviluppare una potenza di 58 CV; la denominazione del nuovo modello come 20 HP non ha, infatti, alcuna relazione con la potenza del motore ma esprime ancora una volta la potenza fiscale arrotondata attribuitale nel Regno Unito (in effetti essa raggiungeva i 21,6 HP fiscali). In ogni caso essa era sufficiente a conferire alla Twenty prestazioni adeguate; anche perché lei era spesso non molto pesante, carrozzata come era da svelte berline ’Weymann’ in pegamoide oppure in classiche Torpedo spesso della Hooper, le più attraenti, o di altri quotati Carrozzieri di tutto il mondo; ci piace ricordare al proposito che fu su questo telaio che debuttarono le lamelle lucide della calandra davanti al radiatore che ancora oggi adornano le automobili di questo marchio anche se, per il momento, erano disposte orizzontalmente.

Per la verità vi furono in effetti non pochi acquirenti che, desiderosi di apparire più di ciò che erano, si fecero allestire le proprie 20 HP con carrozzerie Limousine o Coupé de Ville più adatte ad una Silver Ghost oppure ad una delle subentranti Phantom; ecco che in questi casi la macchina perdeva tutto il suo equilibrio diventando lenta, instabile e sensibile al vento laterale in maniera spaventosa.

Queste carrozzerie oggi sono quasi scomparse in quanto, una volta deteriorate, diventano impossibili da restaurare a costi compatibili con il buon senso; è accaduto quindi frequentemente che i loro indistruttibili telai siano stati equipaggiati, nel tempo, con carrozzerie meno impegnative in tutti i sensi. Possono essere buoni acquisti anche se non sono auto totalmente originali, ai fini collezionistici sono molto importanti in questi casi la tracciabilità ed il periodo della conversione, per quanto sia sicuramente meglio trovare esemplari con telaio e carrozzeria d’origine.

Si tratta di una via molto intelligente per accostarsi al mondo di questo marchio tra i più prestigiosi della storia dell’auto: soprattutto se già dotate di freni anteriori, le 20 HP sono macchine di facile gestione, guida molto piacevole, grande affidabilità e fascino indiscutibile; il tutto a prezzi anche inferiori agli 80mila euro per un esemplare in ottimo stato; oltre a ciò ci pare di poter affermare che al volante di una Rolls-Royce 20 HP, comunque carrozzata, sia un modo molto elegante di presentarsi in qualsiasi contesto.

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