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Con la prima Dao riconosciuta in Italia si sperimenta l’azienda decentralizzata

La costituzione della prima «decentralized autonomous organization» come società di diritto apre nuove prospettive di governance

di Marco Trabucchi

Reuters

3' di lettura

Le Dao (Decentralized Autonomous Organization), organizzazioni basate su tecnologia blockchain, iniziano a imporsi come prospettiva di applicazione in ambiti diversi. Si tratta di entità il cui controllo è decentralizzato, con transazioni regolate tramite smart contract, che associano al possesso di token diritti specifici legati alla governance dell’organizzazione.

In questo modo i detentori dei token – simili agli azionisti – possono prendere decisioni riguardanti la gestione in maniera autonoma. In pratica, un'organizzazione gestita secondo una struttura orizzontale governata dalle regole stabilite nel software.

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Qui si evidenzia la differenza sostanziale tra le Dao e le società tradizionali: il compimento di atti giuridicamente rilevanti avviene senza la necessaria presenza di un amministratore o un legale rappresentante.

Proprio per attenuare i rischi che allarmano i potenziali investitori e partecipanti - dalla sicurezza informatica alla capacità di compiere atti giuridicamente validi, tutelando le operazioni dei propri membri attraverso una veste giuridica - in Italia è nata la prima Organizzazione Autonoma Decentralizzata societaria riconosciuta, il prototipo di una società decentralizzata: X20 DAO, una comunità riunita su tecnologia blockchain che svolge attività di consulenza nel settore delle distributed ledger technologies e della finanza decentralizzata.

Un primo passo verso la regolamentazione delle aziende decentralizzate, un punto di contatto tra virtuale e reale, che assegnando un inquadramento giuridico alle Dao, va incontro alle nascenti esigenze di aziende e investitori che vogliono entrare nei settori del Web3, criptovalute, Nft, metaverso e altro.

«Le Dao nascono per permettere a comunità più o meno estese di collaborare in maniera democratica alla realizzazione o gestione di progetti. Il problema con queste organizzazioni è che, nella stragrande maggioranza dei casi, sono forme di collaborazione informali, prive, cioè, di una chiara veste giuridica. In molti casi si pongono problemi pratici come, ad esempio, la possibilità che la Dao acquisti partecipazioni o stipuli contratti. Senza un contenitore giuridico sono operazioni problematiche che limitano l'efficacia delle DAO», spiega Alessandro Negri della Torre, ideatore di X20 DAO e founder di LX20 Law Firm, studio legale specializzato in finanza, tecnologia, digital e crypto assets e diritto societario.

Il modello su cui si è basato X20 DAO è di una società di persone, che permette di integrare più efficacemente la tecnologia con gli aspetti societari, a differenza di una società di capitali. A differenza di Dao non societarie X20 DAO fonde il modello di collaborazione agile tramite proposte/votazioni con una architettura legale definita, mediante governance token, lo strumento che permette ai membri di essere soci della società.

La costituzione è avvenuta mediante ricevimento dello statuto dal notaio Remo Maria Morone di Torino, che si è già occupato della digitalizzazione di società di capitali tramite Dlt e, in particolare, la creazione di azioni interamente e nativamente digitali tramite Hyperledger.

«Molti ordinamenti hanno affrontato il tema modificando, in alcuni casi, la normativa di settore. Di fatto abbiamo utilizzato gli istituti del diritto societario italiano per creare una società che opera esclusivamente mediante un'interfaccia digitale. Di conseguenza, X20 DAO, dotata di soggettività giuridica, può concludere contratti, assumere partecipazioni, acquistare Nft o altri beni e compiere atti giuridicamente vincolanti e riconosciuti dall'ordinamento», approfondisce Alessandro Negri della Torre, anticipando l'eventualità che in futuro si possa assistere a un progressivo avvicinamento del tessuto economico alle nuove forme di collaborazione orizzontali e cooperative.

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