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Con ReShoes anche le scarpe possono essere riciclate

Zalando e Decathlon fra i finanziatori del progetto francese che punta a reinmettere nell’industria materiali finora destinati alla discarica. Ma anche in Italia ci sono pionieri del settore

di Chiara Beghelli

3' di lettura

Se per abiti, pantaloni e T-shirt esiste la possibilità di una seconda vita che passa dal riciclo (anche se in quale forma e con quale destinazione dipende strettamente dalla composizione dei tessuti), le calzature a fine vita hanno sempre avuto come unica possibilità la pattumiera. Un progetto lanciato nei giorni scorsi in Francia, però, vuole immettere nell’economia circolare anche i milioni di scarpe che non usiamo più. Si chiama Reshoes ed è nato nell'ambito di Cetia, piattaforma di innovazione per il riciclo per tessile e cuoio lanciata nel 2021 dal Centro Europeo per i Tessili Innovativi e dalla scuola di ingegneria Estia, con sede ad Anglet. Reshoes ha già raccolto investimenti per un milione di euro da Zalando, il più grande retailer di moda d’Europa, di Decathlon, ma anche del gruppo Eram e della regione della Nuova Aquitania.

Il funzionamento di ReShoes

Smontare per recuperare

Il sistema consentirà di separare le parti e i materiali che compongono le scarpe, per renderli pronti per il riciclo: il processo, che può essere usato anche per i rifiuti tessili, sarà inaugurato nel 2023 in uno stabilimento di 1.200 mq a Hendaye, dove si potranno lavorare fino a mille scarpe al giorno, reinmettendo nell’industria materiali da riutilizzare, con un poderoso abbattimento delle emissioni. Cetia sta anche lavorando a uno strumento di intelligenza artificiale che consentirà di riconoscere un modello di scarpa e risalire velocemente alla sua composizione, ai fini della sua migliore de-composizione.

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Lo stesso nome, Re-shoes, è quello del progetto di ricerca finanziato da Epsi, una ong basata a Bruxelles che si occupa di innovazione dello sport, anche dal punto di vista dei prodotti che occorrono a praticarlo, partecipato da cinque aziende italiane e dall’unievrsità di Bologna, e che ha l’obiettivo di usare i materiali derivati da scarpe riciclate per creare altre calzature.

Re Shoes del Calzaturificio London

La collezione circolare nata nel distretto delle Marche

E Re shoes, ma stavolta con lo spazio che separa i due termini, è anche il nome della collezione di calzature sostenibili lanciata dal calzaturificio London di Monte San Giusto, in provincia di Macerata, in una delle regioni più importanti per la produzione di calzature, calzature composte interamente di materiali riciclati, a partire dalla pelle, certificata anche Grs e derivante dalla ricompattazione di fibre di cuoio tramite acqua a ciclo continuo senza collanti dannosi per l'ambiente. Pelle riciclata che dà vita anche a tomaia e fodera, insieme alla spugna, composta per il 75% cotone riciclato, derivato da scarto pre-consumer. Riciclati anche i lacci, le schiume di lattice delle imbottiture, il poliuretano delle solette, il materiale Eva e gomma delle suole, e infine il cartone delle scatole.

Acbc

L’innovazione secondo Acbc

Molti materiali riciclati compongono anche le scarpe di Acbc, acronimo di “Anything can be changed” (tutto può essere cambiato), marchio lanciato a Milano nel 2017 da Gio Giacobbe ed Edoardo Iannuzzi, e finora unica azienda italiana del settore con certificazione B Corp: Acbc ha messo a punto la tecnologia FreeBio, un'innovazione durevole e responsabile a base biologica, completamente sostitutiva alla tradizionale pelle animale e composta da polpa di legno, carbonato di calcio, poliuretano e poliestere riciclati (dove i materiali riciclati sono pari al 79%, contro il solo 21% rimanente di materiale vergine). E a fine vita le calzature possono essere conferite nei negozi Acbc per diventare campi da gioco per bambini. Acbc ha chiuso il 2021 con un aumento dei ricavi del 94%, anche grazie alle collaborazioni attive con 32 marchi, da Missoni a Diadora e Piquadro e Msgm, ha appena inaugurato il suo terzo negozio all’estero, a Londra, e ha annunciato l’intenzione di quotarsi fra il 2023 e il 2024.

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