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Con la riforma della maturità un esame serio ma equilibrato

di Marco Bussetti*


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(Ansa)

2' di lettura

L’esame di Stato della scuola secondaria di secondo grado si avvicina. So bene che i ragazzi, le loro famiglie, i docenti, la scuola tutta vivono questo momento con un misto di attesa e di tensione.

È normale che sia così: si tratta di un “appuntamento” che chiude un ciclo importante, che richiede impegno e consapevolezza.

È un momento in cui ci si mette alla prova e si guarda al futuro.

Il decreto legislativo 62 del 2017 ha introdotto, due anni fa, una serie di novità che entrano in vigore con l’esame di Stato di quest’anno. Abbiamo ereditato norme che stiamo attuando nel rispetto del percorso scolastico dei nostri ragazzi. È la nostra priorità. Per questo, dallo scorso novembre, siamo impegnati in incontri con le scuole, con i docenti e con gli studenti. Siamo stati sui territori per rispondere alle domande e offrire chiarimenti. Abbiamo raccolto i quesiti dei ragazzi, anche sui social network. Scioglieremo i loro dubbi. E continueremo questo percorso anche nei prossimi mesi.

Proprio domani si svolgerà la prima di quattro simulazioni che consentiranno ai ragazzi e ai docenti di “testare” l’esame. È la prima volta che il Miur organizza questo tipo di attività. Faremo anche una rilevazione dei risultati per verificare l’aderenza delle tracce con il lavoro svolto effettivamente in classe. Credo sia uno sforzo importante e necessario. Gli insegnanti stanno sostenendo un lavoro notevole per la preparazione dei loro alunni. Vogliamo essere al loro fianco.

Le prove d’esame, voglio sottolinearlo, saranno del tutto equilibrate. La terza prova, che era la vera incognita, non ci sarà più: niente materie comunicate all’ultimo, la mattina stessa. A gennaio, in anticipo rispetto al passato, abbiamo reso note le discipline del secondo scritto.

Credo sia importante ricordare anche che da quest’anno le prove saranno corrette utilizzando griglie nazionali di valutazione per un'attribuzione più omogenea dei voti. Ci sarà una diversa distribuzione dei crediti: il percorso fatto a scuola avrà un peso maggiore che in passato.

Quando ci sono cambiamenti, un margine di preoccupazione è inevitabile. I mesi che ci separano dall’esame sono un cammino da fare tutti insieme, che impegnerà attivamente anche il nostro ministero. Il nostro obiettivo è un esame serio, ma equilibrato. Alla portata della preparazione degli studenti. Chi studia non avrà problemi, come sempre. Ai ragazzi e ai docenti auguro buon lavoro. Noi saremo con loro.

(* Ministro dell’Istruzione, università e ricerca)

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