Dalla Svizzera

Con Sider Alloys torna l’alluminio in Sardegna

di Davide Madeddu

 Giuseppe Mannina fondatore di Sider Alloys

2' di lettura

L’alluminio primario può ripartire da Portovesme. Dallo stabilimento che la Sider Alloys ha rilevato qualche anno fa dall’Alcoa. Ottenute le ultime autorizzazioni, all’interno del compendio industriale del Sulcis comincia l’attività propedeutica a rimettere in marcia gli impianti fermi dall’ottobre del 2012.

A portare avanti il piano di investimenti che viaggia intorno ai 180 milioni (in parte pubblici e in parte privati) c’è la Sider Alloys. L’azienda svizzera fondata dall’imprenditore Giuseppe Mannina che ha accettato la sfida di rilanciare la produzione di alluminio primario in Italia rilevando lo stabilimento ex Alcoa. «L’idea di guardare a questo settore risale al 2015 quando decisi di investire in una linea di produzione di vergella di alluminio destinata al mercato venezuelano – racconta –. L’incertezza economica e politica che il Venezuela attraversava in quel periodo mi portò a non procedere nell’investimento ma a valutare soluzioni alternative in altri Paesi. Allo stesso tempo mi convinsi che, dopo anni di politiche anti industriali, l’atteggiamento in Italia fosse cambiato, soprattutto per dare risposta alla crisi occupazionale ed economica che l’Europa stava attraversando».

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Superata la fase burocratica ora si guarda al futuro. E si riparte dal Sulcis. «Al momento la produzione di alluminio primario in Italia é assente e il mercato deve necessariamente avere un approvvigionamento costante dall’estero – argomenta il manager –. La vicinanza e la localizzazione dello stabilimento permettono sia un approvvigionamento logisticamente agevolato delle materie prime, sia una rete distributiva diretta in Italia e nel bacino del Mediterraneo». Un riavvio importante non solo per la regione ma per il Paese giacché « pone l’Italia e la Sardegna come un player importante del settore». Sottolineando il fatto che «serve maggior chiarezza sull’approvvigionamento energetico», l’amministratore di Sider Alloys sottolinea: «oggi finalmente possiamo partire con passi importanti per il revamping degli impianti di elettrolisi e iniziare ad avviare la produzione in sala elettrolisi nel primo trimestre del 2023.Per quanto attiene invece alla fonderia, si spera di iniziare la produzione dal secondo semestre del 2022. L’aumento della produzione sarà graduale e raggiungeremo la piena potenzialità nel 2024». Aggiunge: «A pieno regime prevediamo di produrre circa 180mila tonnellate all'anno. Pari al 10% del fabbisogno nazionale. Tuttavia, in termini più specifici, i nostri prodotti andranno a colmare il 20-25% di leghe primarie che è necessario importare».

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