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Con Sinteco l’obiettivo è azzerare la manutenzione

Le soluzioni per l’assemblaggio e il collaudo dei prodotti si trasformano in sistemi per prevedere usure e possibili problemi: l’obiettivo è ridurre al minimo, se non eliminare, la necessità della manutenzione

di Riccardo Oldani

3' di lettura

L'idea è creare soluzioni di automazione ogni volta uniche, su misura, come si farebbe nell'atelier di un sarto ma applicando tecnologie altamente innovative. A metterla in pratica è Sinteco, un'azienda del Bellunese, con sede a Longarone, parte del gruppo Bucci Faenza e attiva in vari settori, dall'automazione industriale tout-court, per esempio per settori come l'automotive, il cosmetico o il farmaceutico, a quella per gli ospedali e per il settore medicale.

Sono soprattutto soluzioni per l'assemblaggio e il collaudo dei pezzi finiti, vendute in tutto il mondo, a clienti di grandi dimensioni così come ad aziende più piccole. «Con tutte - dice Stefano Giacomelli, general manager dell'azienda - finiamo per creare una vera e propria partnership tecnologica, più che un rapporto fornitore cliente. Vengono da noi, ci espongono le loro necessità, nella maggior parte dei casi mai automatizzate prime, e noi pensiamo a una soluzione, la ingegnerizziamo e la proponiamo».

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Un processo che, dal concepimento alla consegna, richiede mediamente nove mesi di lavoro, una vera e propria gestazione. «Sono tutte automazioni diverse tra loro e uniche - spiega Giacomelli - che integrano tecnologie sviluppate da noi oppure di terzi, come i robot per esempio, e che devono garantire prestazioni, produttività, rispetto dei costi. Un obiettivo non facile quando si tratta di integrare, nella stessa soluzione, tecnologie anche molto diverse tra loro, come macchinari ad alta velocità, bracci robotici, sistemi di controllo e di sicurezza».

Sinteco ci riesce con un approccio particolare all'innovazione. Delle oltre 200 persone che compongono il suo staff, e che contribuiscono a realizzare un fatturato annuo di 55 milioni, di euro, ben 65 sono ingegneri, fisici o matematici, «molti dei quali - aggiunge Giacomelli -hanno all'attivo esperienze in università, come dottorati di ricerca, e che per nostra fortuna hanno mantenuto un legame con il Bellunese, dove hanno voluto tornare a lavorare dopo gli studi, ma anche con gli atenei di provenienza».

Ne scaturisce un approccio altamente “scientifico” e tecnologico alla soluzione dei problemi, in molti casi anche anticipatore delle tendenze correnti. «Per noi la digitalizzazione e l'Industria 4.0, di cui tanto si parla - osserva il general manager di Sinteco - sono concetti che cercavamo di applicare già molto prima che se ne parlasse. Per esempio in un progetto di una ventina di anni fa, per un grande cliente, che aveva la necessità di controllare in remoto siti produttivi dislocati in vari paesi del mondo».

Oggi l'applicazione di queste tecnologie nelle soluzioni sviluppate da Sinteco va soprattutto nella direzione della predittività, cioè nella capacità di anticipare le necessità della manutenzione intervenendo prima che l'usura di un componente possa provocare il fermo della produzione.

«Nelle nostre automazioni - dice ancora Giacomelli - la predittività ha un'importanza molto maggiore rispetto a quella che può avere, per esempio, nel controllo dell'usura in una macchina utensile, perché le nostre soluzioni sono tutte diverse tra loro e integrano tecnologie molto diverse».

La soluzione è spingere la sensorizzazione all'estremo, «al punto», prevede Giacomelli, «da avere macchine capaci di non fermarsi mai. È un'utopia? No, noi ci crediamo fortemente, e per raggiungere questo traguardo abbiamo interamente finanziato un progetto di ricerca, condotto in collaborazione con l'Università di Padova. Ha presente le luci di segnalazione che sono obbligatorie sulle macchine: verde, arancione e rossa? Ebbene, noi vogliamo arrivare al punto in cui il rosso non sarà più necessario».

Vale a dire che i sistemi non si fermeranno più. Tutt'al più potranno rallentare ed entrare in un modo “collaborativo”, per consentire agli operatori di avvicinarsi in tutta sicurezza quando fosse richiesto il loro intervento.

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