Famiglie e studenti

Con le superiori a casa, nelle aule spazio ai bambini più piccoli

di Maria Piera Ceci

2' di lettura

Gli studenti del Liceo Scientifico Statale Teresa Gullace Talotta di Roma sono tutti in Dad, ma la dirigente scolastica Alessandra Silvestri non si aggira fra aule vuote: ha infatti accolto gli alunni più piccoli del vicino Istituto Comprensivo Parco degli Acquedotti. E ora, racconta, fra i docenti dei due gradi sta nascendo un rapporto che resterà anche a emergenza conclusa.

Cosa si perde con le lezioni a distanza, ma anche cosa si guadagna, in questa sfida a ripensare le metodologie didattiche?

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Non mi piace pensare alla Dad come alla didattica della crisi, ma piuttosto alla didattica della crescita e dell’innovazione. Gli studenti italiani sono ricercati all’estero per la loro solida preparazione, ma mancano di competenze trasversali e la didattica digitale ben si presta al loro sviluppo. Da questo punto di vista non perdiamo nulla, anzi guadagniamo. Certo la didattica digitale non favorisce le relazioni e la socialità, ma non dobbiamo dimenticare che la didattica digitale non interrompe le interazioni, al contrario, se ben applicata le favorisce. Lo schermo del Pc mitiga le timidezze e la preoccupazione di esporsi. Sono dunque convinta che una didattica digitale ben strutturata e, Covid permettendo, opportunamente dosata, non possa che essere un arricchimento per la scuola italiana. La Dad permette inoltre agli studenti di organizzare il lavoro con i propri tempi, che possono dilatarsi oltre l’orario della lezione. Anche lo spazio diventa fluido e sconfina oltre le mura della classe fisica e virtuale. Possiamo parlare di lezione “sospesa”.

Come si fa Dad al Gullace?

Fin dallo scorso marzo utilizziamo la piattaforma Gsuite. Qualche esempio: il professor Cilione, in una classe prima, ha creato sottogruppi virtuali che lavorano in altrettante classi virtuali su un obiettivo sfida. Il docente saltella da una classe virtuale all’altra per monitorare e infine decreta il gruppo vincitore. Le professoresse Vaccaro e Ghezzi, di lingua e cultura inglese, usano le challenge per stimolare la creatività degli studenti commissionando loro la realizzazione di video, audio o interviste in lingua. Sospese le visite d’istruzione, ecco che il docente fa lezione di latino dalla via Appia antica, portando bellezza e colore nelle camerette degli studenti. La professoressa Pisanelli chiede agli studenti di mutare il salotto in palcoscenico e le tende in sipario per la realizzazione del teatro on line. Stiamo inoltre organizzando un collegamento col Cern di Ginevra. Questa esperienza deve essere capitalizzata. Quando si tornerà in presenza ho intenzione di strutturare una didattica digitale integrata che preveda alcuni momenti a distanza.

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