turismo

Con la Taverna Estia salgono a 49 i Relais e Chateaux in Italia

di Vincenzo Chierchia


2' di lettura

Dieci nuovi associati nel network internazionale di Relais & Chateaux (nella foto L’Albereta di Erbusco, Brescia). Per l’Italia entra il ristorante Taverna Estia di Brusciano, in provincia di Napoli, con due stelle Michelin, dei fratelli Mario e Francesco Sposito, aperta nel 1999. Salgono così a 11 i ristoranti italiano di Relais & Chateaux. Con Taverna Estia l’entroterra vesuviano è diventato una meta di turismo internazionale gourmet. Gli altri nuovi partner di Relais & Chateaux sono: due ristoranti gourmet, sei hotel di charme e uno yacht di 142 piedi. Il network - come sottolinea una nota - si arricchisce anche di un nuovo paese, la Namibia, con l'Epako Safari Lodge. La neoassociata Theory, gemella della Origin,offre la possibilità di esplorare in uno yacht di lusso le nuove rotte tra le isole Galápagos, arcipelago naturale Patrimonio mondiale Unesco. Bibendum, Londra, con 2 Stelle Michelin come Taverna Estia, sorge nell’edificio Art Déco che un tempo ospitava i pneumatici Michelin, nonché la sede della celebre «Rossa». Non lontano dal confine austriaco, di fronte alle Alpi di Chiemgau, il Gut Steinbach Hotel & Chalets, l'hotel gemello del Relais & Châteaux Park-Hotel Egerner Höfe, è un albergo di charme bavarese. Al confine tra Lussemburgo, Germania e Francia, affacciato sulle sette colline di Montenach, Le Domaine de la Klauss ha in cucina lo chef Benoit Potdevin. Sull'elegante Avenida da Liberdade di Lisbona, il Valverde Hotel è stato progettato dagli architetti e arredatori José Pedro Vieira e Diogo Rosa Lã. La chef Carla Sousa porta in tavola piatti della cucina portoghese ma caratterizzati dall'influenza delle sue radici capoverdiane. Il Restaurant Orana di Adelaide, Australia, ha in cucina lo chef Jock Zonfrillo che ha recuperato le tradizioni indigene. Casa Gangotena a Quito, in Ecuador, è un esempio di architettura neoclassica. L’Hotel del Parque, Guayaquil, sempre in Ecuador, si affaccia sul Parque Historico de Guayaquil, un’oasi tropicale.

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