La Prima della scala

Con la «Tosca» di Puccini Pereira saluta la Scala: timone a Meyer. Edison nuovo socio

L’opera pucciniana inaugura la nuova stagione lirica del Piermarini. Sarà l’ultima “Prima” di Sant’Ambrogio per il sovrintendente austriaco, che dal 15 dicembre assumerà la guida del Maggio Fiorentino. E annuncia l’ingresso di Edison come socio della Fondazione

di Giovanna Mancini


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Anna Netrebko nei panni di «Tosca»

4' di lettura

Quella di sabato prossimo sarà l’ultima Prima della Scala sotto la guida di Alexander Pereira che, con la Tosca di Giacomo Puccini diretta da Riccardo Chailly, saluterà il teatro milanese dopo sei anni di sovrintendenza per assumere la direzione, dal 15 dicembre, del Maggio Fiorentino. Il posto del manager austriaco al Piermarini sarà preso dal francese Dominique Meyer.

Come ultima azione concret, Pereira lascia in eredità un nuovo socio fondatore sostenitore della Scala, Edison, che si aggiunge alla lunga lista di soci portatta in questi sei anni dal sovrintendente uscente. L’ingresso sarà ufficiale dopo la prossima assemblea dei soci e il successivo cda, in programma per il 18 dicembre, dopodiché Edison si impegnerà con un contributo finanziario di 600mila euro in cinque anni alla Fondazione.

La vicenda dei Sauditi in cda

La tormentata vicenda che ha portato all’avvicendamento tra i due sovrintendenti ha occupato le cronache (milanesi ma non solo) per molti mesi: nonostante uno zoccolo duro di oppositori alla sua linea di gestione all’interno del cda della Fondazione, fino allo scorso marzo la conferma di Pereira alla direzione del teatro era data per certa.

Poi le cose sono precipitate in seguito alla decisione del sovrintendente di far entrare nel cda il ministro della Cultura Badr bin Abdullah bin Mohammed Al Farhan. Scelta fortemente contestata (e infatti bloccata) dal cda, con l’accusa di non essere stata comunicata e discussa collegialmente.

Sia come sia, la gestione Pereira si è caratterizzata per un forte aumento della produzione e delle iniziative, oltre che un aumento delle risorse private, con l’arrivo di molti nuovi sponsor. Sotto la sua guida la Scala ha ottenuto l’autonomia gestionale dal governo ed è stato rinnovato il contratto dei lavoratori, soddisfatti della sovrintendenza uscente anche per aver stabilizzato molti precari. «Si chiude un percorso fatto di cose importanti – ha detto Pereira –. Abbiamo svegliato la città, fatto il progetto di opera per i piccoli che ha portato 380 mila bambini e aumentato il numero di persone che viebe a teatro, come dimostrano i ricavi di biglietteria, da 28 a 35 milioni di euro e l’aumento delle alzate di sipario».

La Prima della Scala: ecco la «Tosca» di Chailly
Ma questa è la settimana della Prima e soprattutto di questo, alla Scala, vogliono parlare. Con la «Tosca» che inaugura la stagione 2019/2020, Riccardo Chailly porta avanti il suo progetto di rilettura critica delle opere di Puccini. Alla serata di Sant’Ambrogio sarà presente anche il presidente Mattarella, mentre i biglietti sono già esauriti per tutte le repliche di dicembre. Il maestro Chailly riproporrà in questa versione alcuni passaggi presenti nella prima esecuzione, nel gennaio del 1900, che lo stesso Puccini aveva tuttavia eliminato già al debutto alla Scala, il 7 marzo dello di quell’anno, e mai più riproposti.

Quest’opera, presentata nell’edizione critica a cura di Roger Parker per Ricordi, è un punto nodale del progetto pucciniano di Riccardo Chailly per il Piermarini, che ha visto in precedenza l’esecuzione di «Turandot», con il finale di Luciano Berio, della «Fanciulla del West» con l’orchestrazione originale di Puccini, di «Madama Butterfly» e «Manon Lescaut» entrambe nella prima versione.

Dopo «Giovanna d’Arco», «Madama Butterfly», «Andrea Chénier» e «Attila», la scelta di «Tosca» per inaugurare la stagione della Scala conferma l’impegno di Chailly nel riscoprire il repertorio italiano nella sua interezza.

Gli sponsor del teatro
Tutti gli “Sponsor della Prima” hanno confermato il proprio impegno: Edison, Rolex Italia, BMW Italia, JT International Italia e Fondazione Banca del Monte di Lombardia . Oltre alla Rai che, come da alcuni anni, proporrà l’opera in diretta in esclusiva su Rai1, Radio3 e RaiPlay dalle 17.45, per oltre tre ore. Torna inoltre la «Prima diffusa», iniziativa ormai immancabile, con cui il Comune di Milano assieme a Edison e alla Rai porta il titolo inaugurale in tutta la città attraverso un ciclo di proiezioni e un calendario di eventi che coinvolgono tutti i quartieri.

Passaggio di testimone
Ora, per la Scala, si apre una nuova pagina. Dominique Meyer, in un’intervista all’Ansa, ha anticipato alcune delle sue idee per il futuro del teatro: «Vorrei una Scala riconoscibile a livello internazionale per quanto riguarda l’opera italiana, dal ’600 alla nostra epoca con una riscoperta proprio del barocco italiano, di autori come Cavalli e Porpora – ha detto –. E su questa vorrei che fosse fatto un lavoro culturale, ad esempio accostando un’esecuzione in forma di concerto della prima versione».

E sogna il ritorno di maestri come Riccardo Muti o Daniel Barenboim a dirigere l’orchestra del Piermarini. E, sebbene si stia ancora dividendo tra Vienna e Milano, Meyer ha già messo la testa sui conti e sui programmi del teatro scaligero: «Ho preparato il budget della prossima stagione – spiega –. Ho parlato con il direttore musicale Riccardo Chailly e ricevuto i piani delle stagioni future. Ho incontrato diversi gruppi, i colleghi del palcoscenico, i musicisti. Ho visto una prova del ballo e ho conosciuto i soci fondatori». Meyer sarà sia sovrintendente, sia direttore artistico, come i suoi predecessori Pereira e Lissner.

Quanto al bilancio della Fondazione lirica, per il prossimo anno Meyer conferma i livelli di budget e di produzione. «In un budget ci sono due cose importanti – spiega nell’intervista all’Ansa –: i costi del personale, che non hanno motivo di variare molto, e le attività già programmate». Pereira lascia l’incarico con un lavoro già iniziato, perciò per qualche tempo «ci saranno diritti d’autore misti».

«Mi auguro che Meyer abbia i migliori risultati possibili – ha detto Pereira – perché voglio bene alla Scala e mi auguro che continui ad avere successo».

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