INNOVAZIONE

Con Trinacria bike wagon un futuro sostenibile per il carretto siciliano

Al via il progetto per reinventare il mezzo di trasporto simbolo della Sicilia. Da oggi a domenica a Palermo in gara team di esperti per la progettazione

di Nino Amadore

(captblack76 - stock.adobe.com)

2' di lettura

Coniugare tradizione e innovazione per recuperare e riproporre nell’ambito della mobilità sostenibile il carretto siciliano, simbolo dell’isola. È questa in sintesi l’idea di base di Trinacria bike wagon, il progetto portato avanti da Lisca Bianca, organizzazione no profit palermitana, in collaborazione con Sguardi Urbani, Tan Panormi, Centro Studi Opera Don Calabria e Yam s.r.l., e sostenuto dalla Fondazione Con il Sud tramite il Bando Artigianato, promosso in collaborazione con Associazione – Osservatorio dei Mestieri d'Arte di Firenze. Da oggi a domenica si terrà a Scalo 5 B, officina condivisa di Lisca Bianca alla ex Fiera del Mediterraneo, il Trin-Hackaton: team di creativi e progettisti si sfideranno in una competizione a colpi di idee e creatività per dare al carretto una nuova vita sostenibile.

«L’obiettivo del bando Artigianato è recuperare dei saperi artigianali tipici del Sud letteralmente in via di estinzione, valorizzandoli in chiave contemporanea con interventi capaci di innescare dei forti processi di innovazione sociale. Un'operazione complessa e di non facile attuazione – dice Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione con il Sud – . Il progetto di valorizzazione dell'antica arte del carretto siciliano, rivisitato e integrato con le nuove tecnologie dimostra però che è una strada percorribile se c'è una valida sperimentazione. Non è la forma dell'artigianato a essere antico e superato, semmai la tradizione è un valore aggiunto, ma è il processo di innovazione che è alla base della sua valorizzazione che deve essere audace, partendo dal sociale e dalla partecipazione. Così si possono raggiungere anche gli altri obiettivi, ed essere attrattivi per imprese e giovani».

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Il carretto siciliano è il punto di partenza per tutti i team che parteciperanno alla sfida lanciata all'interno del progetto Trinacria Bike Wagon, con un obiettivo ben preciso: proporre una rivisitazione funzionale del carretto in un nuovo prodotto finito (rimorchio per biciclette, risciò per il trasporto di turisti, mezzo per la distribuzione di street food, etc.), mantenendo intatti i canoni estetici, gli aspetti decorativi, con la possibilità di sfruttare tecniche progettuali e costruttive di ultima generazione (modellazione CAD, reverse engineering, stampa 3D) e materiali diversi dal tradizionale legno. «Abbiamo scelto la formula dell'hackaton - spiega Monica Guizzardi, Project Manager dell'evento - prendendola in prestito dalle competizioni solitamente legate a programmatori, software e digitale. Ci piaceva il concetto di hacker, nel senso di quelli che rubano e scompongono un codice apparentemente chiuso e inaccessibile, unito a quello di marathon, un full-immersion intenso e con uno scopo ben definito: arrivare alla fine dei 3 giorni con idee, possibilmente fattibili e concrete, da confrontare con gli altri partecipanti».

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