ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLA GIORNATA DELLA TERRA

Con gli umani in casa gli animali invadono le città. E spopolano in Rete

Cervi, cinghiali, tacchini selvatici, delfini (veri o falsi) riconquisano gli spazi lasciato libero dagli umani. In vista di una nuova consapevolezza

di Pierangelo Soldavini

CORONAVIRUS - COME GLI ANIMALI SI RIPRENDONO LE CITTA'

3' di lettura

«Che differenza vederla senza l'uomo!». Così qualcuno commenta su Youtube un video dei canali di Venezia dove le acque d'incanto sono tornate verdi e cristallini come se fossimo in una laguna tropicale, lasciando intravedere perfino pesci e in superifcie cigni che nuotano indisturbati. Le immagini dei delfini nella laguna veneziana invece, si è scoperto dopo, sono fake: arrivavano dalla Sardegna.

Ma non è solo Venezia: le immagini di animali che tornano nelle città furoreggiano su Youtube, anche se, appunto, meglio stare attenti alla provenienze delle immagini. È indubbio che con la ritirata delle persone dentro le case e la rarefazione del traffico nelle città, le strade urbane vengono lentamente conquistate dagli altri abitanti del pianeta, che in qualche modo si riappropriano degli spazi che sono stati loro sottratti.

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Così ci sono i cinghiali che in varie città italiane, ma anche a Barcellona, si aggirano tra parchi e giardini alla ricerca di qualcosa da mangiare, ma anche gruppi di cervi giapponesi, quelli che hanno ispirato Bambi, che si aggirano per le strade di Nara alla ricerca del cibo che i visitatori non garantiscono più nel parco e oche egiziane che vagano per le piste deserte dell'aeroporto di Tel Aviv. Il video che mette insieme questi animali ha totalizzato più di cinque milioni di visualizzazioni su Youtube.

Gli animali si riappropriano delle città

Gli animali si riappropriano delle città

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Alla ricerca di cibo si possono anche ammirare greggi di capre a pelo lungo che brucano nei giardini delle cittadine del Galles e gruppi di tacchini selvatici che avanzano impettiti nei cortili di Harvard, ma ci sono anche sciacalli tra cui fanno lo slalom i runner in un parco di Tel Aviv. In alcuni casi di tratta di ritorni di animali che fino a pochi anni fa convivevano con gli umani negli stessi luoghi e che ora si erano ritirati, ma per altri animali, come i cinghiali in Italia, è un'invasione silenziosa che procede da tempo e che ora sfrutta l'assenza di presenze umane per conquistare nuovi spazi.

Ma uccelli, coccodrilli e tartarughe si appropriano anche di baie, spiagge e luoghi esotici fino a pochi mesi fa meta di flussi senza fine di turisti e che ora sono del tutto abbandonati. Ma spesso anche la fauna di questi luoghi si trova in difficoltà dal momento che è venuto meno il cibo garantito dai turisti: a Lopburi, in Thailandia, schiere minacciose e affamate di centinaia di scimmie invadono la cittadina alla ricerca di cibo.

Ognuno ovviamente si ritaglia i propri spazi. Così è diventato virale il filmato del pinguino Wellington che nell'acquario di Chicago si è ritrovato libero di vagare tra le vasche e si confronta un po' intimorito davanti a squali e beluga che lo osservano decisamente incuriositi.

«Di solito gli animali vivono nelle parti delle città che non utilizziamo: diventano presenze invisibili, sorta di fantasmi», spiega al Guardian Seth Magle, direttore dell'Urban Wildlife Institute di Chicago.

Difficile immaginare che la natura possa riconquistare le città: alla ripartenza l'umano si riprenderà i suoi spazi, gli animali sono destinati a tornare invisibili. Nelle ipotesi migliori si potrà trovare una nuova convivenza.

O quantomeno una diversa consapevolezza delle conseguenze della presenza antropizzante: «Almeno - prosegue Magle - questo periodo ci ricorda che gli animali hanno sempre vissuto in queste aree oggi popolate da noi. Possiamo anche pensare che le nostre città non facciano parte della natura, ma in realtà lo sono».

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