medicina innovativa

Con un’app la consulenza medica agli stomizzati diventa virtuale

Si chiama «SOS-Smart Ostomy Support» e ha già vinto un premio come miglior progetto italiano di connected care al Forum PA Sanità. I pazienti potranno essere visitati da casa o in vacanza oppure conoscere gli ambulatori più vicini. Il progetto è replicabile ad altre patologie

di Ernesto Diffidenti


Consulti medici sul cellulare: la telemedicina di DaVinci alternativa a Google

2' di lettura

Un'app per l'assistenza a distanza dei pazienti cronici portatori di stomia ed ex stomizzati in fase riabilitativa. Al momento è in fase sperimentale ma il progetto, ideato e realizzato dalla Federazione associazioni incontinenti e stomizzati (Fais), ha già un nome «SOS-Smart Ostomy Support» e ha già vinto un premio come miglior progetto italiano di connected care al Forum PA Sanità nella categoria «Associazioni no profit».

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Servirà ad affiancare la possibilità di "consulenze virtuali" al tradizionale modello di cura basato sull'incontro tra paziente e infermiere stomaterapista.

Nel progetto si farà ricorso anche a forme di lavoro smart. Il personale coinvolto nella sperimentazione non dovrà necessariamente lavorare da uno studio medico o da un ospedale, ma potrà assistere i pazienti anche da luoghi diversi, come la propria abitazione. «Come responsabile Fais del progetto Sos - spiega Nicola Caione - sono soddisfatto del risultato raggiunto e del gruppo di progetto che si è costituito. Con le competenze a disposizione potremo lavorare per dare ai pazienti ed agli stomaterapisti uno strumento in più».

L’app sarà uno strumento per la formazione pre e post intervento e per monitorare l'aderenza terapeutica e sfrutterà la gamification, ossia l’efficacia degli strumenti mutuati dai videogame. Inoltre, grazie al partenariato con l’Enea sarà possibile valutare anche l'impatto ambientale del progetto in termini di risparmio energetico. «È un progetto bottom-up che parte dai reali bisogni delle persone - sottolinea Pier Raffaele Spena, presidente Fais onlus -. L’associazione si è fatta portavoce ed è riuscita a coinvolgere partner tecnici per realizzare questo progetto che potrà cambiare la vita di molti». Uno dei punti forti, sottolinea Spena è anche la possibilità «di replicare l’app in ambiti terapeutici diversi, soprattutto nella cronicità».

Tra le funzioni disponibili dell’app c’è quella di poter conoscere dove si trova l'ambulatorio più vicino, funzionalità utile quando ci si trova lontano dalla propria abitazione per viaggi di lavoro o per vacanza. Ma anche, è il caso della Basilicata, dove non ci sono ambulatori specializzati e bisogna andare a Napoli o a Bari. «I progetti vincitori del Premio Forum PA Sanità 2019 sono brillanti esempi di Connected Care – afferma Carlo Mochi Sismondi, presidente di Forum PA - che grazie alla condivisione delle informazioni cliniche dei pazienti tra gli attori del processo di cura consentono la gestione non ospedalizzata del paziente anziano, cronico, fragile o non autosufficiente». L’iniziativa sarà sperimentata presso la Fondazione Poliambulanza di Brescia e l'Asl dei Castelli Roma 6.

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