Revenue based financing

Con Viceversa sbarcano in Italia i finanziamenti come anticipo sul fatturato

La startup chiude un round da 23 milioni di euro per i nuovi finanziamenti a società digitali di ecommerce

di Pierangelo Soldavini

2' di lettura

Il panorama delle forme di finanziamento per piccole e medie aziende, rigorosamente legate all'ecommerce, si arricchisce di un modello basato sull'anticipo del fatturato futuro. Si tratta del “revenue based financing”, una forma di investimento che si presenta come un ibrido tra debt ed equity financing, ma che in realtà non è nè l'uno nè l'altro. E che ha fatto breccia nell'ultimo anno in mercati più evoluti come Gran Bretagna e Stati Uniti.

Ora è Viceversa, startup milanese nata a fine 2020 e uscita dallo “stealth mode” a settembre, a portare in Italia questo modello di credito alternativo destinato unicamente a piattaforme digitali per ecommerce, con almeno sei mesi di operatività e 10mila euro di ricavi mensili.

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Il “revenue based financing” prevede la restituzione dei fondi agli investitori sulla base di una percentuale delle entrate lorde dell'impresa finanziata, che non può essere superiore al 20%, fino al rimborso della somma investita, variabile tra 10mila e un massimo di un milione di euro.

Di conseguenza non c'è un tempo prefissato per la restituzione, che varia a seconda dell'andamento delle vendite. «È una scommessa sulla crescita futura: si tratta di fatto di un anticipo sul fatturato basato sulle attese di espansione della società in cambio di una percentuale fissata in anticipo - spiega Matteo Masserdotti, cofounder e Ceo di Viceversa -. Peraltro alle attese di crescita contribuiamo anche noi con i fondi, che non vengono mai elargiti in una tranche unica, ma con un sistema progressivo al raggiungimento di obiettivi intermedi».

La startup applica un multiplo variante tra 1,05 e 1,10 per il prestito da restituire, a seconda del grado di rischio, che viene valutato in anticipo: in pratica per 10mila euro il debitore dovrà restituire tra 10.500 e 11mila, senza alcun collaterale come garanzia, se non le prospettive di crescita.

A questo fine Viceversa si connette alla piattaforma di ecommerce del debitore in modo da poter monitorare in continuo l'andamento dell'azienda: «A oggi ci agganciamo per verificare in tempo reale gli ordini e le attività di digital marketing, che rappresentano la base per misurare i costi di acquisizione di nuovi clienti. Ma stiamo studiando soluzioni per monitorare anche la situazione finanziaria, la liquidità e la regolarità dei pagamenti degli ordini, così come eventuali servizi in ambito open banking come l'aggregazione dei conti», spiega Masserdotti.

Ora Viceversa - il nome nasce dalla sottolineatura di voler fare finanza in maniera alternativa – ha chiuso un round di finanziamento da 23 milioni di euro. Tra gli investitori figurano Fasanara Capital Ltd, hedge fund specializzato nel credito alternativo che ha già investito in Scalapay, Digital Magics, Fabrick, oltre a individui come Roberto Ferrari, ex managing director di Che Banca!, e uno startupper seriale come Enrico Pandian.

Gran parte dei capitali saranno utilizzati per gli investimenti per arrivare a finanziamenti per 20 milioni entro dodici mesi. A oggi ha un portafoglio di 15 aziende con un valore di 1,5 milioni.

Ma in Italia il target di aziende digitali attive nell'ecommerce arriva a mezzo milione di soggetti con un turnover di 14 miliardi di euro. Con un occhio che guarda anche agli altri mercati europei, in prospettiva.

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