il patto tra i due leader

Con un video su Facebook il tandem Di Maio-Di Battista lancia la campagna per le Europee

di Manuela Perrone


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(Fotogramma)

2' di lettura

Reddito, innovazione, ambiente, riforme costituzionali. Intorno a questi quattro temi il M5S proverà a rialzare la testa e ad arginare la fuga di consensi verso la Lega di Matteo Salvini. Con il ritorno di Alessandro Di Battista nel ruolo che gli è più congeniale: quello di frontman, galvanizzatore di folle. L’ideale, lui che nei primi mesi di governo gialloverde è stato in Guatemala, fuori dai giochi di potere dei palazzi romani, per ravvivare la grisaglia un po’ sgualcita del vicepremier Luigi Di Maio.

Sbaglia chi pensa a una sostituzione nella leadership del Movimento. Il patto, che sarà suggellato in un video insieme il 31 dicembre, è marciare in tandem per rilanciare le Cinque Stelle in vista innanzitutto delle europee di maggio. A Di Battista, libero da cariche istituzionali e di governo, il compito di bacchettare la Lega e di far dimenticare i tanti dietrofront del Movimento. Quelli ricordati proprio dal padre di Alessandro, Vittorio, nell’elenco ironico delle cose (non) portate a casa: «In soli sei mesi, abbiamo rivoltato il paese da così a così. Abbiamo chiuso l’Ilva, bloccata la Tap, iniziata la nazionalizzazione delle autostrade, creata la Banca Etica e tolti i finanziamenti all’editoria».

“Dibba” e Di Maio, che in questi giorni si vedranno per definire la strategia suggerita già dal garante Beppe Grillo, ostenteranno “fratellanza”. E sposteranno l’asse sulle sfide dei prossimi mesi. A cominciare da quel reddito di cittadinanza che dovrebbe vedere la luce a marzo, con l’avvio delle domande: la promessa principe del M5S delle origini che si avvera. Insieme, Di Maio e Di Battista cavalcheranno l’onda delle riforme Fraccaro che dovrebbero entrare nel vivo dell’esame alle Camere: la riduzione del numero dei parlamentari (da 630 a 400 deputati, da 315 a 200 senatori), l’abrogazione del quorum nel referendum e l’introduzione del referendum propositivo. Anche qui è il “vecchio” spirito della democrazia diretta che si tornerà a far aleggiare. Come le tradizionali battaglie ambientaliste, che potrebbero ammiccare ai Verdi di altri Paesi, Germania in testa.

Non è in programma, almeno per il momento, una candidatura di Di Battista alle europee. Segno che si vuole comunque tenere l’ex deputato libero da quel secondo mandato che le regole M5S stabiliscono come limite massimo per fare politica con il simbolo del Movimento. Non si sa mai. Ma il suo volto, con quello di Di Maio, sponsorizzerà il “Manifesto per un’Europa diversa” con cui i Cinque Stelle condurranno la campagna elettorale, a caccia di voti tra chi non si riconosce né nelle famiglie tradizionali dei popolari e dei socialisti né nella nuova destra sovranista. Una sfida tutt’altro che semplice.

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