ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL'intervista. Carlo Masci

«Con il volano del Pnrr Pescara scommette sulla qualità della vita»

di Lina Palmerini

Rigenerazione urbana. Il Ponte del Mare, collegamento ciclo pedonale tra la riviera Sud con quella Nord del fiume Pescara

3' di lettura

Più attrattiva nonostante la crisi post-Covid - è la città che fa registrare il miglior saldo migratorio tra i Comuni fino a 250mila abitanti - ma anche con un aumento della povertà, come nel resto d’Italia. Problemi nazionali ma Pescara con il sindaco Carlo Masci (Forza Italia) cerca il suo posto nel futuro con il turismo e i servizi, sfruttando come volano il Pnrr, 65 progetti per 78 milioni di investimento tutti sul fronte ambientale e dell’efficientamento energetico «per scommettere sull’innalzamento della qualità della vita». E soprattutto la Bei, caso eccezionale per le città di dimensione medio-piccole, ha finanziato con 35 milioni di euro la transizione verde centrata su clima, economia circolare e smaltimento di rifiuti. E c’è anche una scommessa culturale per la città di D’Annunzio e Flaiano: tentare una proposta sull'arte con la recente inaugurazione del museo Imago e con le opere del museo dell'800, una realtà unica e interessante per l’Abruzzo che racconta la pittura di quel periodo tra Italia e Francia, nato dalla passione e dalla collezione di Venceslao Di Persio e Rosanna Pallotta.

Sindaco di Pescara. Carlo Masci (Fi)

Qual è il bilancio economico del post-Covid? E com'è andata la stagione turistica?

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Quest'estate abbiamo riconquistato una centralità turistica che apparteneva al nostro vissuto, spinta non solo dalla voglia di tornare a muoversi ma anche dai risultati ottenuti con una politica attenta ai temi ambientali che ci è valsa la conquista consecutiva della Bandiera blu (2021 e 2022) e dalla crescita del nostro scalo aeroportuale che ha allargato su scala internazionale il mercato delle vacanze. Abbiamo poi un’offerta culturale che va dal Festival jazz, il primo in Italia; i Premi Flaiano; il Festival dannunziano e quello del liberty e poi i musei – quello dell'Ottocento, delle Genti d'Abruzzo, Cascella, Imago - in modo da intercettare turisti di tutte le fasce d'età.

Il grosso del cambiamento, per ora solo sulla carta,
arriverà con i finanziamenti
del Pnrr: quanti sono e in che direzione vanno?

Il nostro Pnrr è all'insegna dell'innalzamento della qualità della vita; abbiamo puntato sulla sostenibilità ambientale e sull'efficientamento energetico. Abbiamo presentato 65 progetti per circa 78 milioni di euro. Quelli di rigenerazione urbana, contro il dissesto urbano e per la difesa della costa sono stati finanziati mentre quelli per il sociale, lo sport, i teatri e il biciplan sono stati già ammessi a finanziamento. La Banca europea per gli investimenti, caso unico per le città medio-piccole, ha finanziato con 35 milioni di euro la transizione verde di Pescara, promuovendo un articolato progetto da 58 milioni sulla strategia climatica per il periodo 2021-2025 che riguarda economia circolare, efficienza energetica e gestione dei rifiuti solidi.

Anche qui è aumentato il numero dei poveri? Il reddito di cittadinanza è stata una risposta? Glielo chiedo da sindaco non solo da politico di Forza Italia.

Nel 2019 i cittadini che si sono rivolti ai servizi sociali erano 8.408, e nel 2021 sono cresciuti a 13.676. La pandemia ha acuito ovunque la crisi sociale. L’amministrazione si è mossa di concerto con il terzo settore. La Fondazione Caritas Onlus ha erogato 71.585 pasti nel 2020 a fronte dei 50.142 del 2019. Il Reddito di cittadinanza non ha rappresentato una risposta specifica in quanto coloro che avevano i requisiti già ne beneficiavano e chi invece è rimasto indietro non ha potuto fare richiesta perché i requisiti di accesso sono rimasti invariati.

Cosa ha messo in campo per attenuare la crescita di disuguaglianze e la distanza centro/periferia?

Stiamo dedicando un'attenzione mai avuta prima verso le periferie. I nostri progetti per il sociale (quello Housing First ritenuto il migliore in Italia) e per la cultura sono in fase di attuazione, proprio per andare oltre il concetto della periferia disarticolata dal cuore urbano.

In programma c'è la fusione con Spoltore e Montesilvano: volete diventare di fatto il capoluogo d’Abruzzo?

Vogliamo diventare quello che siamo già senza il crisma dell'ufficialità: il principale polo multifunzionale del medio Adriatico, una delle prime venti città italiane, un riferimento in termini turistici, commerciali, di interscambio con l'Europa orientale e balcanica. Siamo sempre stati strategici dal punto di vista ferroviario e autostradale col doppio asse nord-sud ed est-ovest, lo saremo ancor di più con la realizzazione del nuovo porto da 80 milioni di euro. La fusione, consacrata da un referendum popolare, ci porta a guardare dannunzianamente avanti. È il primo esperimento del genere su grande scala che si fa in Italia. La Nuova Pescara da oltre 200.000 abitanti è il futuro.

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