STUDI LEGALI 2020 - le tendenze nel mondo

Con web tax e transfer pricing fisco internazionale oltre il Covid

di Flavia Landolfi

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2' di lettura

Anche il fronte della fiscalità internazionale dovrà vedersela con i temi sollevati dalla pandemia. Ma, a differenza della situazione interna, nella scacchiera mondiale alcune tendenze erano già tracciate ben prima dell’emergenza. E con impatti non trascurabili. Ne sono convinte due tra le più importanti realtà di consulenza: non studi legali, quindi, ma superstrutture di respiro internazionale in grado di captare - e anticipare - gli scenari per le aziende e gli investitori oltre frontiera.

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E quindi, quali tendenze ci aspettano? Cosa si sta muovendo oltre la nostra penisola? Quali temi saranno centrali per gli addetti ai lavori? «La tassazione dell’economia digitale, i principi alla base della tassazione delle operazioni infragruppo, la tassazione degli strumenti finanziari e dei patrimoni degli individui sono alcune delle aree che saranno interessate da novità sia sul piano di policy in senso stretto (nuove norme) che sul piano delle novità di tipo interpretativo, con nuovi orientamenti», spiega Fabrizio Acerbis, managing partner di Pwc Tls che in Italia conta su 900 figure professionali, due sedi principali (Milano e Roma) e altre in quattordici città italiane.

Gli fa eco Ey, che con la sua area Tax&Law mette in campo in Italia 600 professionistidislocati in sette sedi (Bologna, Firenze, Milano, Roma, Torino, Treviso e Verona). «Già prima della pandemia la fiscalità internazionale è stata in alcuni casi anche strumentalizzata in chiave geopolitica - dice Stefania Radoccia, managing partner dell’area Tax&Law della società di consulenza -. A titolo esemplificativo la guerra dei dazi che ha visto come attori principali Usa e Cina, nonché la cosiddetta “web tax”, che ha prodotto fughe in avanti di alcuni Paesi e generato molto dibattito e normative a tratti troppo diverse».

E non solo: sul tavolo ci sono anche i temi del transfer pricing e il Dac6 «che introduce nuove regole europee per lo scambio di informazioni in ambito fiscale», aggiunge Radoccia.

La certezza è che l’effetto pandemia si farà sentire e peserà sulle dinamiche del fisco internazionale (o meglio, dei tanti sistemi fiscali che però in una società globalizzata sono chiamati a interagire). «Dopo la pandemia, i livelli delle entrate e la struttura fiscale degli Stati saranno in molti casi impattati in modo significativo - prosegue Acerbis (Pwc Tls) - . Da un lato continueranno, e potranno facilmente acuirsi, fenomeni di tax war, con azioni e reazioni a colpi di competizione fra Stati attraverso la leva fiscale, creando condizioni di possibile asimmetria ed incertezza. Dall’altro lato assisteremo a volatilità nelle politiche fiscali, ad esempio attraverso emanazione di norme basate su incentivi o forme di sostegno di natura transitoria. In altre parole, il contrario di quello che la severità della crisi imporrebbe».

Dinamiche di accelerazione spingeranno su temi noti, ma ci saranno anche alcune new entry. «A titolo esemplificativo - dice Radoccia (Ey) - vista l’impennata del commercio elettronico, mi aspetto un’accelerazione del dibattito Ocse sulla revisione dei principi di fiscalità internazionale potenzialmente applicabili all’e-commerce. Ci sono poi una serie di aspetti tecnici che, in presenza di interi settori che presentano riduzioni di volumi e margini anche intorno all’80%, sarà interessante capire come verranno considerati e quantitativamente riflessi negli indicatori normalmente adottati».

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