ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùTecnologia

Con Winesis le bottiglie di Montepulciano diventano opere d’arte uniche e digitali

Vino in versione Nft

di Michele Romano

2' di lettura

Collegare un prodotto fisico come il vino, uno di quelli che meglio identificano il made in Italy nel mondo, a un atto di proprietà e un certificato virtuale: è la sfida di Winesis, un progetto nato in Abruzzo che proietta un prodotto delle tradizioni della terra, il Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane Riserva Docg, nelle nuove frontiere della tecnologia blockchain. Si tratta di una raccolta digitale di mille bottiglie reali del vino e altrettanti NFT (not-fungible token, ndr) su Ethereum, seconda criptovaluta in capitalizzazione dopo i Bitcoin. Ogni bottiglia è un’opera d’arte, con un’etichetta sulla quale il logo di Winesis è realizzato in oro o argento, arricchito da diamanti, rubini, smeraldi e altre pietre preziose, con capsule nelle quali è integrato un QrCode,che collega il prodotto all’NFT dove hanno un colore diverso. Un bene unico, elegante, di lusso, per collezionisti o per investitori, sempre tracciabile grazie a un certificato di proprietà.

Il progetto è nato da un’idea di Simone Poliandri e Giannicola De Antoniis, sviluppatori di intelligenze artificiali con la startup Singolarmente.app a Roseto degli Abruzzi. Nel team sono in sette e ognuno si occupa di una parte necessaria e fondamentale del progetto, la cui genesi è stata velocissima: l’idea è nata nell’aprile di due anni fa, in piena pandemia, ed è diventata realtà un anno dopo. «Gli NFT erano tutti uguali – spiega Poliandri -: 8 bit, senza connessione con il mondo reale, senza futuro utilizzo, senza anima e con prezzi variabili e senza controllo». La risposta a queste criticità è arrivata proponendo il progetto a un pubblico più maturo e accorto.

Loading...

La preziosa bottiglia di Montepulciano è acquistabile attraverso il sito winesis.io e connettendosi con un portafoglio digitale: chi ne entra in possesso può riceverla a casa, aprirla e bere il vino, oppure conservarla come investimento o anche rivenderla. «Lo stesso può avvenire con il suo NFT collegato: il prezzo minimo non scenderà perché si regge su un protocollo che attribuisce un valore reale e garantito di 5 anni, senza possibilità di riduzione», sottolinea Poliandri.

In queste settimane si è conclusa la prima fase del progetto: «Stiamo vendendo le bottiglie, sia fisicamente che virtualmente, così come gli NFT che dovranno ancora essere riscattati (oltre 50 bottiglie a un prezzo di 0,4 Eth, ndr). Gli acquirenti sono principalmente asiatici e statunitensi, con un’età compresa tra i 25 e i 45 anni».

Winesis si rivolge anche ai produttori di vino, «che possono introdurre un nuovo e innovativo metodo di vendita, affiancandolo al loro canale commerciale già esistente». Guarda avanti Poliandri, che avendo realizzato un fondo monetario bloccato per cinque anni, capace di garantire valore agli NFT e alle bottiglie, ha intenzione di farlo crescere tramite prestiti e depositi collaterali, per far diventare Winesis il primo NFT ad avere altri NFT che ne attribuiscono il valore. E sono pronti altri progetti, dall’alimentare alla moda e al turismo, sia fisici, attraverso i canali standard grazie ad app e gestionali realizzati su misura, sia creando una nuova blockchain.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti