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Conad-Auchan, rebus chiusure. I sindacati: 18mila posti a rischio

di Enrico Netti


Conad acquista Auchan Italia, nasce gigante da 17 mld

3' di lettura

C’è forte preoccupazione per 18mila posti di lavoro coinvolti nella maxi-operazione. L’incontro è fissato per martedì alle 10 al Mise presso la struttura per la crisi di impresa: da un lato del tavolo si siederanno i rappresentanti di Auchan e Sma, le insegne acquistate da Conad a metà maggio. Dall’altro i rappresentanti delle segreterie nazionali di Fisascat, Filcams, Uiltucs-Ugl Terziario. Dovrebbero inoltre essere presenti inoltre i vertici di Conad. Contemporaneamente i lavoratori delle catene acquisite manifesteranno con un presidio sotto le finestre del Ministero. Sempre per martedì è stato proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori degli ipermercati Auchan e uno sciopero territoriale dei lavoratori Simply, Sma e Auchan.

I lavoratori coinvolti dall’acquisizione (si veda Il Sole 24 Ore del 15 maggio) secondo fonti sindacali sono circa 24.500 in tutta Italia di cui 800 impiegati per le funzioni di sede sia centrale che decentrate. «Siamo preoccupati per i 18mila lavoratori diretti e chiederemo a Conad impegni certi sul loro destino occupazionale - spiega Vincenzo Dell’Orefice, segretario nazionale della Fisascat Cisl -. Siamo ancora più preoccupati per i contraccolpi sulla rete di affiliati Simply e Sma che conta circa 1.300 punti vendita in Italia che costituiscono un arcipelago nel quale non sono presenti relazioni industriali come con la casa madre e pertanto diventa ancora più difficile prevedere gli effetti collaterali da un punto di vista occupazionale che deriverebbero dall’acquisizione». Per quanto riguarda il network di affiliati si può stimare che conti non meno di altri 6.500 addetti.

«Martedì la presenza di Conad ci permetterà di conoscere il piano industiale con tempi e modalità dell’operazione perché al momento non si capisce se siamo di fronte all’acquisizione di un ramo d’azienda o a un passaggio di quote azionarie - aggiunge Cristian Sesena, dirigente presso Filcams Cgil nazionale -. In tutti i casi tra i lavoratori c’è fortissima preoccupazione per le ricadute occupazionali». Negli ultimi anni i dipendenti delle insegne del gruppo francese hanno subìto il ricorso agli ammortizzatori sociali come solidarietà e cig oltre a pesanti tagli occupazionali a seguito della chiusura di parecchi ipermercati Auchan.

C’è poi il caso dei supermercati Auchan in Sicilia dove era in atto una procedura di licenziamenti collettivi per poco più di 250 lavoratori. La vertenza è stata chiusa con un accordo che prevede l’uscita volontaria degli addetti più vicini alla pensione. Per loro sono previsti incentivi che arrivano fino a un massimo a 16 mesi di stipendio. I punti vendita Auchan Retail della regione dovrebbero poi passare al Gruppo Fratelli Arena, attivo con le insegne Decò e Superconveniente, impegnati nell’acquisizione di altri punti vendita (Distribuzione Cambria).

Per il momento il perfezionamento dell’operazione Auchan-Conad è legato al via libera dell’Antitrust che dovrà pronunciarsi, provincia dopo provincia, sulla presenza di situazioni riconducibili all’abuso di posizione dominante. La roadmap prevede parallelamente la definizione di un nuovo modello organizzativo con il passaggio, dopo l’approvazione da parte dell’Antitrust, agli imprenditori soci Conad dei punti vendita Auchan, Sma e Simply. Insomma i tempi non si preannunciano rapidi. Intanto ieri Ceetrus, la controllata da Auchan Holding che fa capo alla Association Familiale Mulliez (AFM), ha precisato che la proprietà immobiliare delle aree occupate dai super e ipermarket Auchan che facevano capo ad Auchan Retail Italia all’interno dei centri commerciali gestiti da Ceetrus ora passerà alla newco Bdc Italia, di proprietà al 51% di Conad e al 49% da Wrm Group di Raffaele Mincione.

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