ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùsecondary ticketing

Concerti, in arrivo 2 emendamenti per bloccare il biglietto nominale

La misura è in vigore da una settimana, ma i ticket per la musica live continuano a essere in vendita sui portali secondari. Per i promoter si tratta della prova del fallimento di un sistema sul quale M5S continua a fare quadrato. Due modifiche al Dl Cultura proveranno a fermarne gli effetti

di Francesco Prisco


Musica e soldi, quanto vale la «music economy»

3' di lettura

È in vigore da otto giorni ma, secondo gli organizzatori, non ha risolto il problema: «I biglietti per il concerto dei Rammstein a Torino del luglio 2020, messi in vendita con il nuovo regime, già si trovano a prezzi maggiorati su Viagogo». Anzi: «C’è solo un aggravio di costi e procedure burocratiche, per aziende e pubblico». Il biglietto nominale contro il secondary ticketing non piace ai promoter che, riuniti a Milano sotto le insegne dell’associazione di categoria Assomusica, dichiarano battaglia.

Due emendamenti per stoppare la Legge
Il settore gode di buona salute: nel 2018, secondo Assomusica, ha mosso 356,7 milioni, addirittura il 25,7% in più rispetto all’anno precedente. Ma sul biglietto nominale c’è ancora una partita da giocare? A quanto pare sì: da venerdì 12 luglio parte l’iter di conversione del Dl Cultura 59/2019. Dovrà essere approvato entro fine mese, pena la decadenza, e tra gli emendamenti proposti ce ne sono due che prendono di mira proprio la norma voluta dal deputato del Movimento 5 Stelle Sergio Battelli: il primo punta ad abrogare il biglietto nominale, il secondo concede una moratoria, in attesa di nuovi provvedimenti in materia da parte del legislatore. Lo spiega il senatore del Pd Roberto Rampi, a margine della conferenza stampa milanese che ha riunito attorno allo stesso tavolo i maggiori organizzatori di concerti del Paese.

GUARDA IL VIDEO. Come funziona la music economy

Un fronte trasversale
Questa, a leggerla bene, è giù una notizia: da un lato c’è Roberto De Luca, ceo di Live Nation Italia, costola tricolore della multinazionale americana del live entertainment, dall’altro Ferdinando Salzano di F&P Group, Mimmo D’Alessandro di D’Alessandro & Galli, Andrea Pieroni di Vertigo, Clemente Zard di Vivo Concerti, tutti espressione del gruppo tedesco Eventim Live. Tradotti in artisti, i loro nomi significano Vasco Rossi, Ligabue, Elton John, Caparezza e Ultimo, solo per citare alcuni pezzi dei rispettivi roster. Poi c’è Maurizio Salvadori, promoter di Jovanotti, in giro per l’Italia con il «Jova Beach Party», e Francesco Cattini di Imarts, manager di Franco Battiato. «Qualcosa di buono - commenta ironico D’Alessandro - Battelli in fondo lo ha fatto: è la prima volta, dagli anni Settanta a questa parte, che vedo tutte le aziende di settore fare fronte comune».

SCARICA L’E-BOOK LA MUSIC ECONOMY

Costi maggiori, code più lunghe
Al centro il presidente di Assomusica Vincenzo Spera: «Gli otto milioni di italiani che lo scorso anno hanno assistito a concerti di musica dal vivo potrebbero subire a breve un aumento medio dei biglietti di 8-10 euro e un raddoppio dei tempi di attesa ai cancelli d’ingresso». Gli accessi di una venue, secondo De Luca, «a voler effettuare controlli tassativi sui biglietti nominali, dovranno essere aperti con anticipo. Questo significherà attese più lunghe per gli spettatori e tempi più stringenti per le produzioni che, nel caso di tour internazionali, potrebbero scegliere di non toccare più l’Italia». Salzano vede complicarsi la via per il raggiungimento del breakeven di un evento: «Con il nuovo regime i costi di produzione si alzeranno ulteriormente, in uno scenario che già ci vede impegnati a moltiplicare le date per tenere in piedi le produzioni». Alla conferenza stampa ci sono praticamente tutti. O quasi: manca Claudio Trotta di Barley Arts, unico promoter storico che è sempre stato favorevole al biglietto nominale: «Credo - scriverà su Facebook a commento dell’evento - che, anche se la legge italiana che obbliga all’utilizzo del biglietto nominale per i concerti oltre i 5mila posti di capienza non sia eccezionale come peraltro spesso le leggi italiane sono, è comunque perfettibile e immagino modificabile e anche se dovesse creare per un certo periodo qualche disagio a noi promoter o ancora peggio al pubblico io credo che il gioco valga la candela».

Battelli: «Spiace che non si dia una possibilità alla Legge»
A distanza di qualche minuto arriva la replica di Battelli, padre dell’emendamento all’ultima Manovra che ha introdotto il biglietto nominale: «A giudicare dalla levata di scudi in questa estate infuocata, la legge del M5S per il contrasto al secondary ticketing, entrata in vigore appena una settimana fa, deve aver fatto davvero rumore negli ambienti musicali. Ciò che spiace, e lo dico in primis al mio amico Spera, è che manchi la volontà di darle una possibilità, di metterla alla prova, di favorire questo cambiamento culturale invece di opporgli resistenza. Spiace che i diritti degli spettatori ad avere strumenti in più per il contrasto al bagarinaggio vengano messi in secondo piano rispetto alle logiche di mercato». La battaglia proseguirà nelle aule parlamentari.

Riproduzione riservata ©
  • default onloading pic

    Francesco PriscoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: economia della cultura e dell'entertainment, musica, libri, cinema, cultura, società

    Premi: Premio Giornalistico State Street 2018 - Categoria: Innovation

Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...