Corte Ue

Concerto saltato e ticket online: sì al recesso se non danneggia l'organizzatore

Il biglietto acquistato su un sito che non ha organizzato l'evento è dunque rimborsabile, ma nel rispetto della tutela dell’ente organizzatore

di Annarita D'Ambrosio

(Melinda Nagy - stock.adobe.com)

2' di lettura

Pandemia e grandi eventi internazionali. Arriva a poche ore dalla fine dello stato di emergenza in Italia la sentenza della Corte di giustizia Ue nella causa C 96/21 che specifica i casi in cui si può esercitare diritto di recesso rispetto all’acquisto online di biglietti per eventi culturali o sportivi. Il principio cardine è la tutela economica dell’organizzatore, e solo di quest’ultimo, richiamata dalla disciplina europea in relazione ad un evento che si svolga in una data specifica e sia poi saltato.

Il caso esaminato

La vicenda di partenza arriva dalla Germania: a causa delle restrizioni adottate nel contesto pandemico, un concerto che doveva svolgersi il 24 marzo 2020 a Braunschweig, era stato annullato. Un consumatore che aveva acquistato online i biglietti d'ingresso, non ritenendosi soddisfatto del buono fattogli recapitare dal sito di vendita, emesso dall'organizzatore del concerto e corrispondente al prezzo di acquisto, aveva chiesto al sito il rimborso del ticket nonché delle spese accessorie.Il tribunale circoscrizionale di Brema, adito dal consumatore, si era rivolto alla Corte Ue per sapere se l’acquirente potesse recedere dal contratto con il sito di acquisti online conformemente alla direttiva sui diritti del consumatori .

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Il diritto al recesso senza motivazione

Secondo la normativa europea, un consumatore che abbia concluso con un professionista un contratto a distanza dispone, in via di principio, per un determinato periodo di tempo, normalmente quattordici giorni, ma anche di più qualora non sia stato debitamente informato del suo diritto di recesso (articolo 10 della direttiva), del diritto di recedere senza dover fornire alcuna motivazione.

Tuttavia, la direttiva esclude il diritto di recesso, in particolare, nel caso di una prestazione di servizi riguardanti le attività del tempo libero, qualora il contratto preveda una data di esecuzione specifica. Mediante tale esclusione, la direttiva mira a proteggere gli organizzatori di attività del tempo libero, quali eventi culturali o sportivi, dal rischio legato all'accantonamento di determinate disponibilità che essi potrebbero avere difficoltà a utilizzare se fosse esercitato il diritto di recesso.

La tutela economica dell’organizzatore dell’evento

Nel caso in esame il sito online non era esso stesso l'organizzatore del concerto, ma vendeva i biglietti in nome proprio, benché per conto dell'organizzatore. Il caso dunque, ancorché molto frequente, va analizzato con particolare attenzione. Può il consumatore acquirente recedere in questo caso? È affermativa la risposta della Corte Ue, nei limiti però in cui il rischio economico connesso all'esercizio del diritto di recesso ricadrebbe sull'organizzatore dell’attività del tempo libero di cui trattasi.

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