dalle tasse alla giustizia

Governo, verso una verifica esplosiva: tutti i paletti di Renzi

Sono ben 150 gli emendamenti presentati da Italia Viva al milleproroghe

di Emilia Patta

Scontro sulla prescrizione. Bonafede: Renzi isolato. Lui replica

Sono ben 150 gli emendamenti presentati da Italia Viva al milleproroghe


4' di lettura

Ben 150 emendamenti presentati in commissione alla Camera sul decreto Milleproroghe. Non si tratta della Lega o di Fratelli d’Italia, ma di un partito che fa parte della maggioranza giallo-rossa: la renziana Italia Viva. Tra gli emendamenti spiccano il soppressivo dell’articolo 35 sulle concessioni autostradali e due emendamenti per il rinvio degli effetti della riforma Bonafede sulla prescrizione al 1° gennaio 2021.


Il no alla revoca delle concessioni ai Benetton
Concessioni e prescrizione sono solo gli ultimi dei fronti aperti da Matteo Renzi all’interno della maggioranza: la contrarietà alla revoca delle concessioni autostradali ai Benetton è stata espressa subito, già in Consiglio dei ministri al momento del varo del decreto. «Non si possono revocare le concessioni con il rischio di aprire un contenzioso infinito senza aver appurato la responsabilità per il crollo del ponte Morandi di Genova», è la posizione dell’ex premier contro la volontà pentastellata di piantare la “bandierina”.

VIDEO - Scontro sulla prescrizione. Bonafede: Renzi isolato. Lui replica

Il dissenso sulla prescrizione e l’asse con Forza Italia
Quanto alla prescrizione, la posizione di Italia Viva è stata da subito netta: cancellare la riforma Bonafede approvata durante il governo giallo-verde ed entrata in vigore il 1° gennaio scorso che sospende la prescrizione sine die dopo il primo grado di giudizio. Per ripristinare la normativa precedente si è espressa anche Forza Italia, che con Enrico Costa ha presentato un Ddl in tal senso che è stato votato in commissione Giustizia della Camera il 15 gennaio scorso anche da Italia Viva mentre M5s, Pd e Leu hanno votato contro per salvare l’accordo nel frattempo raggiunto: la prescrizione si sospende solo se il primo grado di giudizio finisce con una condanna. Un compromesso giudicato del tutto insufficiente da Italia Viva e a rischio anticostituzionalità per via del differente trattamento tra chi è stato assolto e chi è stato condannato in primo grado. Da qui la decisione di rilanciare con gli emendamenti al Milleproroghe.

No alle microtasse: rimodulazione Iva, Plastic tax e Sugar tax
Un vagone, quello del Milleproroghe, che si sta insomma trasformando nell'esplosivo che rischia di far deragliare la maggioranza dopo le elezioni in Emilia Romagna, quando si arriverà al voto del decreto a Palazzo Madama: qui i senatori di Italia viva sono decisivi per la maggioranza. E non a caso con gli emendamenti presentati i renziani riaprono anche le vecchie ferite della legge di bilancio approvata a fine anno dopo un lungo braccio di ferro sulle cosiddette microtasse: alcuni dei 150 presentati mirano a rinviare la Plastic tax e la Sugar tax al primo gennaio 2021. “No tax” è d’altra parte quasi uno slogan per il partito di Renzi: al momento del varo della legge di bilancio è stato soprattutto il niet di Italia Viva a far desistere il Mef da una rimodulazione dell’Iva tesa anche a disinnescare in parte le clausole di salvaguardia.

La costruzione di un terzo polo
Tanto attivismo da parte di Italia Viva non si ferma ai temi economici divisivi per la maggioranza (su concessioni autostradali e prescrizione anche il Pd ha una posizione diversa da quella del M5s) ma va oltre e guarda al campo di gioco delle prossime regionali. Complice il nuovo quadro politico proporzionalista che si è imposto dopo la sentenza della Corte costituzionale che il 16 gennaio scorso ha respinto il quesito referendario pro-maggioritario proposto dalla Lega, Renzi è più che mai impegnato nella costruzione di un terzo polo liberal-democratico alternativo sia alla Lega sia al Pd di Nicola Zingaretti accusato di essere succube al “grillismo”.

La partita delle regionali
L’attivismo di Renzi è certo in vista delle prossime politiche, dato che si va verso un proporzionale con sbarramento al 5% che impone l’autonomia rispetto ai partiti più grandi. Ma parte già dalle amministrative della prossima primavera: è delle scorse ore la notizia di un riavvicinamento con Carlo Calenda e Più Europa per la presentazione di una candidatura alternativa a quella del governatore uscente Michele Emiliano in Puglia se il Pd dovesse restare sulle sue posizioni. Mani libere anche in Campania, regione per la quale una decisione non è ancora stata presa, e per le Marche: se il Pd dovesse ricandidare il governatore uscente Luca Ceriscioli Italia Viva non sarà della partita, fa sapere il coordinatore Ettore Rosato (l’alternativa proposta è la sindaca di Ancona Valeria Mancinelli).

Verso una verifica di governo bollente, con l’occhio all’Emilia Romagna
È chiaro che in queste condizioni la prevista verifica di governo di fine mese, dopo le elezioni in Emilia Romagna, rischia di diventare anch’essa esplosiva. Soprattutto se domenica prossima in Emilia Romagna dovesse vincere la candidata della Lega. Anche perché ai temi già sul tavolo se ne aggiungeranno altri potenzialmente divisivi sia tra M5s e Pd sia tra Italia viva, poco incline per ragioni di visibilità politica al compromesso con i pentastellati, e tutti gli altri partiti: dal progetto di acqua pubblica caro al M5s al salario minimo, dal superamento di quota 100 voluto dal Pd e da Italia viva alle modalità di riforma dell’Irpef. Un vero e proprio campo minato che il clima proporzionalista che si sta imponendo nel dibattito pubblico non contribuirà a sminare.

Per approfondire:
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