Il disegno di legge

Concorrenza, dalle spiagge agli ambulanti: cosa può cambiare

Divisioni nella maggioranza sulla messa a gara delle concessioni di balneari e ambulanti: la delega potrebbe slittare a ottobre, dopo il primo turno delle amministrative

di An.C.

Fisco, concorrenza, reddito: le sfide della ripresa

3' di lettura

Green pass, ma non solo. Sul tavolo del governo non c’è solo il tema di come e quando estendere l’obbligo del certificato verde al pubblico impiego. C’è anche un dossier di politica economica: il disegno di legge sulla concorrenza, con la messa a gara anche delle concessioni di balneari e ambulanti. Sono i prossimi passi cui lavora Mario Draghi, nel solco della road map tracciata. Ma il leader della Lega Matteo Salvini già minaccia di mettersi di traverso, si allarma per le prime indiscrezioni sulla rottura del tabù “Bolkestein”, con le gare per spiagge e bancarelle.

Energia, porti, rifiuti e sanità dovrebbero essere i capitoli principali del provvedimento di legge, in cui dovrebbero essere inserite gare per le concessioni delle aree demaniali portuali, misure sulle concessioni per la distribuzione del gas naturale ma anche un intervento per la liberalizzazione della vendita di energia elettrica, con in più una spinta alla costruzione di colonnine di ricarica.

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Lega in pressing per rinviare via libera a provvedimento

Il testo atteso a luglio - l'obiettivo, messo nero su bianco nel Recovery plan, di presentare il testo in Parlamento entro il 31 di quel mese è rimasto sulla carta, slittato a seguito del braccio di ferro tutto interno alla maggioranza sulla riforma della giustizia penale e poi annunciata da Draghi per settembre fa parte delle riforme “abilitanti” del Recovery plan. Il via libera al provvedimento non dovrebbe arrivare questa settimana, La Lega ha infatti fatto pervenire a Palazzo Chigi l’auspicio di rinviare di qualche settimana, a ottobre inoltrato, per evitare “impatti” sul consenso politico, in vista delle amministrative del 3 e 4 ottobre. Il via libera, in questo scenario politico, dovrebbe slittare a ottobre, dopo il primo turno delle elezioni amministrative. Ma dal governo osservano che il provvedimento rientra nella road map del Pnrr e non ci si può arrestare per motivi elettorali. Dunque non è ancora del tutto escluso che vada in Cdm già questa settimana anche se, allo stato attuale, la sensazione è che i tempi siano più lunghi, e che il via libera slitti al prossimo mese.

Le ipotesi di lavoro

Di sicuro, assicurano fonti governative, il presidente del Consiglio, dopo aver recepito le indicazioni dell’Antitrust, vuole un intervento incisivo, che includa i due temi dei balneari e degli ambulanti oggetto da anni di procedure d’infrazione europee. Si starebbe lavorando alla messa a gara, tenendo però conto dell’esigenza di contemperare alcuni aspetti che riguardano i piccoli concessionari, con clausole di tutela sociale e la previsione di corsie preferenziali per chi detenga una licenza di lunga data.

Il muro di Salvini

Basterà a Salvini? Dalle prime dichiarazioni non sembrerebbe: il leader leghista accusa del tentativo di “blitz” il Pd per «svendere le spiagge, le concessioni ma la Lega si opporrà, ovunque e comunque». Mentre Maurizio Gasparri, da FI, si rivolge a «qualche professore-consulente» di Palazzo Chigi, affermando che le «norme ostili» non passeranno. Ma il tema è sul tavolo e, osservano dal Pd, la levata di scudi ha per ora solo un sapore elettorale.

Draghi sarà chiamato ancora una volta a mediare

Per sciogliere il nodo servirà probabilmente un tavolo politico - e l’ennesima mediazione del presidente del Consiglio -, anche perché sul tavolo ci sono temi elettoralmente altrettanto spinosi come la messa a gara dei servizi pubblici locali che spesso le amministrazioni preferiscono gestire in house, ma anche le concessioni per le dighe, che interessa in particolare le Regioni del nord a guida leghista.

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