Il Ddl approvato dal Governo

Concorrenza, tassisti pronti alla mobilitazione: le ragioni della protesta

Temono di essere schiacciati dalle piattaforme come Uber. Chiedono lo stralcio dell’articolo 7 perché, è la loro posizione, aspettano da tre anni l’attuazione della legge del 2019 che regolamenta le piattaforme

di Andrea Carli

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3' di lettura

Tassisti pronti alla mobilitazione contro il provvedimento sulla concorrenza approvato dal Governo. Tra gli oltre trenta articoli che compongono il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri c’è infatti una delega al Governo ad approvare entro sei mesi un decreto per «adeguare l’offerta di servizi alle nuove forme di mobilità esistenti che utilizzano app e piattaforme tecnologiche» per connettere passeggeri e conducenti, «riducendo gli adempimenti amministrativi» a carico degli esercenti degli autoservizi. L’obiettivo è promuovere la concorrenza nel conferimento delle licenze e tutelare i consumatori.

Tassisti sul piede di guerra, verso mobilitazione

Sulla nuova delega per la revisione della materia si è discusso in Cdm, e la Lega ha chiesto quantomeno che vengano previste tutele per chi è già titolare di una licenza. I tassisti sono già sul piede di guerra perché temono di essere schiacciati dalle piattaforme come Uber. Allo studio c’è la possibilità di una mobilitazione nazionale, ma si cerca una posizione unitaria. Il giorno dopo il via libera dell’esecutivo alla delega per il riordino del comparto c’è stata una call conference di una parte dei sindacati nazionali per valutare quali iniziative intraprendere. Telefoni bollenti in queste ore tra i due fronti sindacali per cercare una sintesi. I tassisti chiedono lo stralcio dell’articolo 7 del ddl Concorrenza perché aspettano da tre anni l’attuazione della legge del 2019 che regolamenta le piattaforme. Senza dimenticare che il provvedimento è atteso dall’esame parlamentare, dove potrebbero essere introdotte modifiche.

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I sindacati: normativa profondamente revisionata nel 2019

Ancora una volta, dunque, i tassisti sono pronti a scendere in piazza. «L’ipotesi di introdurre il comparto del trasporto pubblico non di linea nel ddl concorrenza è per noi inaccettabile. Siamo pronti alla mobilitazione», hanno annunciato Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Tam, Satam, Claai, Unimpresa, Usb taxi, Or.S.A taxi, Ati Taxi, Fast Confsal e Associazione Tutela Legale Taxi. «La normativa che disciplina il settore è già stata profondamente revisionata e adeguata nel 2019 - hanno messo in evidenza -, e ha abbondantemente superato il vaglio di legittimità della Corte costituzionale, allora presieduta dal ministro Marta Cartabia. Ad oggi occorre solo concludere l’iter di riforma con l’approvazione dei previsti decreti attuativi e di un Dpcm per la disciplina delle app, già nella disponibilità legislativa della Presidenza del Consiglio». Per i sindacati dei tassisti, dunque, «la possibilità che le istituzioni possano cedere alle pressioni esercitate da gruppi di interesse e alle fameliche mire di grandi multinazionali che gestiscono piattaforme di intermediazione tecnologica, abbandonando così i lavoratori del settore a ricatti e sfruttamento, trasformandoli di fatto da drivers in riders, vedrà la nostra ferma e dura opposizione e la nostra mobilitazione».

I precedenti della protesta

Non è la prima volta che i tassisti sono pronti a scendere in piazza scioperando per rivendicare i loro diritti: era il luglio del 2006 quando l’allora ministro Bersani del governo Prodi tentò di liberalizzare le licenze taxi ma senza risultato, dopo i forti tumulti in tutte le città. Nel 2012 ci provò anche l’allora governo Monti, un tentativo che andò a vuoto dopo le prese di posizione di sindacati e categoria. Nel 2017 la senatrice Pd Linda Lanzillotta, governo Renzi, con un emendamento approvato di notte, sospese per due anni tutte le regole per gli Ncc: anche in quel caso, i tassisti protestarono a lungo. In seguito, il governo giallo-verde riscrisse nuovi regolamenti per il settore mai entrati in vigore per la mancanza dei decreti attuativi tanto attesi dai tassisti, come ad esempio, la famosa e più volte richiesta regolamentazione delle piattaforme di intermediazione tra tassisti, noleggiatori e utenza.

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