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Concorsi birrari: quali fare e perché farli

I birrifici artigianali, che hanno risorse limitate da destinare al marketing, si promuovono attraverso l’immortale, ma sempre valido passaparola. Ci sono anche altre strade. Ecco quali sono.

di Maurizio Maestrelli


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2' di lettura

In un mercato birrario sempre più affollato e competitivo, distinguersi non è facile. Marketing e comunicazione sono ormai diventate delle leve commerciali alle quali anche i birrifici più piccoli devono sottostare se vogliono crescere. Tuttavia mentre per le multinazionali con budget enormi a disposizione c'è solo l'imbarazzo della scelta tra le campagne pubblicitarie televisive, i product placement nei film hollywoodiani e le sponsorizzazioni di grandi eventi sportivi, dalla Champions League alla Formula Uno, per i birrifici artigianali il gioco è decisamente più difficile.

Una buona soluzione, oltre a curare ovviamente la qualità del prodotto e del packaging e all'immortale, ma sempre valido, passaparola sono i concorsi birrari. Ovvero quelle competizioni che, come per il vino e i distillati, mettono a confronto davanti a una giuria di esperti che assaggia rigorosamente alla cieca, i diversi campioni iscritti dalle aziende e decreta punteggi o medaglie solitamente per singola categoria o stile birrario. Ottenere una medaglia o un punteggio eccellente in un concorso può voler dire aumentare le vendite della birra premiata e, se non altro, poter concentrare la comunicazione o i piccoli investimenti pubblicitari sulla stessa. Emblematico fu il caso, risalente ormai a un paio di decenni orsono, dell'italiana Birra Menabrea che grazie alle vittorie in un concorso internazionale si mise in luce e ne ricavò benefici, in termini di vendite, che continuano ancora oggi.

Giudici al lavoro all’European Beer Star

I concorsi nazionali
Il problema semmai, da quel tempo, è capire a quali e a quanti concorsi valga la pena iscrivere le proprie birre. Negli ultimi tempi infatti le competizioni birrarie si sono moltiplicate e in pratica in ogni nazione se ne organizza almeno uno. In Italia il più conosciuto è senza dubbio Birra dell'Anno , riservato esclusivamente alle birre artigianali tricolori e fissato in febbraio in occasione della fiera Beer Attraction di Rimini ma ottiene riscontri anche il Premio Cerevisia che si tiene a Deruta in Umbria tra aprile e giugno.

Quelli internazionali tra Belgio, Germania, Londra e Tokyo
I concorsi internazionali più prestigiosi, dove ottenere un risultato può essere utile, sono comunque fondamentalmente tre: la biennale World Beer Cup , organizzata dall'americana Brewers Association e, in Europa, il Brussels Beer Challenge e lo European Beer Star . Entrambi a cadenza annuale, il primo si tiene in Belgio e il secondo in Germania, godono di ottima fama per la varietà e la serietà della giuria e per l'affollata partecipazione di birrifici da tutto il mondo.

Se il trittico in questione è considerato da più parti il non plus ultra dei concorsi birrari che regalano fama e considerazione, anche in termini di export, varrebbe la pena consigliare anche altri concorsi, dall'International Beer Challenge di Londra all'International Beer Cup che si tiene in Giappone. A patto però di avere in progetto o già in fase di attuazione l'export delle proprie birre nel Paese in questione in modo da sfruttare al meglio l'eventuale cassa di risonanza che una vittoria in uno di questi concorsi potrebbe dare.

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