Istruzione

Concorsi a scuola: 50 quesiti e orale. Arrivano nuove regole più snelle

I maxi-concorsi a cattedra vanno in pensione. Al loro posto stanno per arrivare delle selezioni più veloci

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

Scuola, quarantena e dad: tutte le nuove regole da seguire

3' di lettura

I maxi-concorsi a cattedra, per come li abbiamo conosciuti finora, vanno in pensione. Al loro posto stanno per arrivare - in attuazione del Pnrr e delle nuove direttive introdotte in tutta la Pa dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta - delle selezioni più snelle: in base alle bozze predisposte dal ministero dell’Istruzione, ci saranno meno prove (un solo scritto al pc di 50 domande, poi l’orale e la valutazione dei titoli); dovranno essere banditi con cadenza annuale; varranno solo sui posti “vacanti e disponibili” nell’anno scolastico successivo a quello in cui è previsto l’espletamento delle prove selettive.

In due decreti ministeriali di una ventina di articoli l’uno - uno per infanzia/primaria e l’altro per medie/superiori - si riscrive la normativa sul reclutamento. Il ministro Patrizio Bianchi ha deciso di accelerare, e di far ripartire i concorsi nella scuola, e soprattutto di bandirli con cadenza annuale. I primi bandi arriveranno per metà dicembre, e riguarderanno le due selezioni già previste per circa 40mila posti totali (circa 13mila a infanzia e primaria, circa 27mila a medie e superiori), che vedono oltre 500mila candidati.

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Due canali per accedere

Due restano i canali per accedere ai concorsi a cattedra: l’abilitazione, conseguita anche all’estero (purché riconosciuta in Italia) e la laurea (il titolo richiesto per la specifica classe di concorso) unita al possesso dei 24 crediti formativi universitari nelle materie antro-psico-pedagogiche. A infanzia e primaria i requisiti sono l’abilitazione all’insegnamento conseguita presso i corsi di laurea in scienze della formazione primaria o il possesso del diploma magistrale ante 2001/2002 (i giudici gli hanno riconosciuto valore di abilitazione). Per il sostegno, occorre (sempre) il titolo di specializzazione.

La prova scritta al pc, distinta per classe di concorso (o tipologia di posto) durerà 100 minuti (si sta però ragionando, anche su indicazione del Cspi, l’organico tecnico-consultivo del ministero dell’Istruzione, di salire a 120 minuti, vale a dire due ore). I quesiti sono 50 a risposta multipla così suddivisi: 40 domande sulla specifica classe di concorso, per accertare conoscenze e competenze delle discipline afferenti alla materia da insegnare (per quanto riguarda il sostegno i 40 quesiti riguarderanno le metodologie didattiche da applicarsi alle diverse tipologie di disabilità). Cinque quesiti saranno sull'inglese (livello B2) e i restanti cinque sulle competenze digitali inerenti l’uso didattico delle tecnologie e dei dispositivi elettronici multimediali. Ogni domanda avrà 4 risposte, delle quali sono una è esatta. I quesiti delle prove saranno predisposti a livello nazionale da un’apposita commissione. Per i concorsi a medie e superiori l’orale durerà 45 minuti, per infanzia e primaria 30. Il colloquio, un po' per tutti i gradi scolastici, consisterà nella progettazione di una attività didattica, anche utilizzando le tecnologie digitali.

Come vengono valutati i lavori

Le commissioni d’esame - presiedute da un professore universitario o da un dirigente tecnico o da un preside e composte da due docenti (con almeno 5 anni di servizio) - avranno a disposizione 250 punti, 100 per lo scritto, 100 per l’orale, 50 per i tioli culturali e professionali. Scritto e orale si superano con almeno 70.

Per quanto riguarda i titoli, per i concorsi a medie e superiori, dottorato di ricerca o abilitazione scientifica nazionale a professore universitario valgono entrambi 12,50 punti. Una laurea vecchio ordinamento o magistrale/specialistica ulteriore al titolo d’accesso alla procedura concorsuale porta in dote 7,50 punti (il diploma triennale 3,75). Consistente resta anche il peso dei titoli di servizio, con 1,25 punti ogni anno di insegnamento pregresso sullo specifico posto o classe di concorso.

Gli oltre 500mila candidati già iscritti alle selezioni per infanzia e primaria e medie e superiori non ancora partite non dovranno fare nulla, ma aspettare solo i bandi imminenti. La regola generale è che si dovrà presentare istanza in un’unica regione e per una sola classe di concorso. Per le selezioni successive, scatta una novità prevista dal decreto Sostegni bis, vale a dire la riserva di posti del 30% in favore di coloro che hanno svolto almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, nei dieci anni prima.

Decreto di riforma atteso entro fine anno

Tutto ciò in attesa della riforma dell’abilitazione, attraverso un decreto ad hoc atteso entro fine anno, che costituirà il secondo tempo dell’operazione e che dovrebbe portare per medie e superiori (a infanzia e primaria la laurea è già abilitante, ndr), oltre alla laurea, a percorsi universitari da 60 crediti (inclusi 24 da conseguire con un tirocinio) per gli aspiranti insegnanti. Fermo restando che per avere una cattedra bisognerà comunque superare il concorso.

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