cassazione

Concussione al medico che impone l’intramoenia per esami su bimbi prematuri

Il camice bianco prospettava l’ecografia per escludere danni celebrali, chiarendo che poteva farla solo a pagamento. Un gioco facile per costringere genitori preoccupati

di Patrizia Maciocchi

(Imagoeconomica)

2' di lettura

Concussione con abuso di autorità per il medico che propone, ai genitori di bambini nati prematuri, l’intramoenia come unica soluzione per fare un’ecografia utile a fugare i dubbi di danni celebrali. Comportamento reso ancora più grave dalla considerazione che il camice bianco era l’unico, all’interno dell’ospedale, in grado di eseguire l’esame. La Cassazione (sentenza 27292) conferma la misura degli arresti domiciliari, per il rischio di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove, a carico dell’indagato. Il medico, senza rispetto per i doveri imposti dalla sua professione, ma anzi abusando del ruolo, approfittava della condizione di vulnerabilità e di apprensione in cui si trovavano i genitori dei neonati.

La pressione su genitori preoccupati

Loading...

L’indagato aveva messo in piedi un vero e proprio sistema. Chiariva ai genitori la necessità, per la salute dei piccolissimi pazienti di fare un’indagine sull’encefalo, e specificava subito dopo, che l’unica via era farlo a pagamento in intramoenia, altrimenti lui si sarebbe rifiutato. Questo malgrado i genitori avessero diritto all’esenzione. Ad avviso della Suprema corte la minaccia era tanto più efficace perché non c’era la possibilità, almeno all’interno dell’ospedale, di rivolgersi ad un altro medico. Inutilmente la difesa cerca di valorizzare il fatto che il modulo con il quale si sceglieva l’intramoenia, era stato firmato spontaneamente e dunque senza costrizioni.

La mancanza di alternativa

Per la Suprema corte, ovviamente, non è così. La prospettazione della necessità dell’esame solo attraverso il regime più costoso, a soggetti in apprensione, era una forma di pressione esercitata dal medico tale «da non lasciare margine alla libertà di autodeterminazione dei destinatari». I giudici di legittimità sottolineano che il Regolamento della Asl di riferimento dell’ospedale, consentiva ai camici bianchi, dopo la prima visita da prenotare attraverso il Cup, di informare sull’alternativa dell’intramoenia, ma certo non di imporla.

I precedenti del camice bianco

La misura dei domiciliari viene confermata perché l’indagato poteva reiterare il reato e aveva anche cercato di condizionare il risultato di un monitoraggio sul numero di visite che aveva svolto attraverso il canale a pagamento. Comportamenti illeciti ai quali si aggiungeva, per completare il quadro, una precedente condanna per violenza sessuale, commessa con abuso di autorità, sulla madre di un neonato. Per i giudici è abbastanza.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti