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Condominio e green pass, dal 15 ottobre amministratore e custode devono averlo

Per l’assemblea, non configurabile quale riunione di lavoro, il certificano non è necessario ma vanno rispettate le regole per gli incontri al chiuso

di Glauco Bisso e Annarita D'Ambrosio

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3' di lettura

Il Decreto green pass 127/2021 riguarda anche il condominio, anche se non ci sono norme specifiche nel testo. Proviamo a fare chiarezza sui numerosi adempimenti che l’amministratore è chiamato a svolgere: datore di lavoro quando lo stabile abbia dipendenti, committente quando commissioni un appalto o un contratto d’opera, mandatario quando affidi l’incarico ad un professionista per un’ opera intellettuale, acquirente quando acquisti forniture di beni e servizi.

L’obbligo per amministratore e dipendenti del condominio

In base all’articolo 3, comma 1 del Dl 127/2021 - che introduce l’articolo 9-septies nel Dl 22 aprile 2021, numero 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 87/2021 - «a chiunque svolge una attività lavorativa nel settore privato è fatto obbligo, ai fini dell’accesso nei luoghi in cui la predetta attività è svolta, di possedere e di esibire su richiesta la certificazione verde Covid-19». Deve esibire il green pass, ove richiesto, e quanto meno all’amministratore, l’addetto al servizio di portierato o di vigilanza e chi con il condominio abbia un rapporto di lavoro dipendente.

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Nel caso invece di una prestazione nelle parti comuni (appalto o altro) il controllo del green pass spetta al datore di lavoro dell’azienda esterna, anche se restano da valutare gli obblighi del committente di cui all’articolo 26 del Dlgs 81/2008 laddove è richiesta la verifica dell’idoneità tecnico professionale «dell’impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi della stessa ai sensi dell’articolo 47 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al Dpr 445/2000». L’Anaci, associazione di amministratori a livello nazionale, consiglia «in via cautelativa che l’amministratore richieda alle imprese dichiarazione scritta che i loro dipendenti inviati presso il condominio siano muniti di green pass ».

E la figura dell’amministratore? Neppure le Faq governative prendono in esame il caso, chiarendo solo che «il libero professionista quando accede nei luoghi di lavoro pubblici o privati per lo svolgimento della propria attività lavorativa viene controllato dai soggetti previsti dal decreto-legge 127/ 2021». Quindi, di fatto, accedendo al condominio, deve seguire tutte le precauzioni di cui alle norme ancora in vigore (Dpcm del 2 marzo 2021), mascherine comprese. Lo stesso vale per i condòmini quando si muovono negli spazi comuni.

La diversa previsione per l’assemblea

Per l’assemblea di condominio la situazione è diversa: in generale, non sembrerebbe infatti esserci alcun obbligo di dotarsi del green pass per parteciparvi, a meno che questa non si svolga al chiuso, in ristoranti, istituti e luoghi di cultura, strutture ricettive, centri culturali, sociali e ricreativi, secondo quanto indicato all’articolo 3, comma 1, lettera a, c, d, g del Dl 105/2021. Il controllo, in questo caso spetta al gestore della sede prescelta. E il decreto 127/2021 riguarda anche le assemblee condominiali poiché all’articolo 8, prevedeva l’estensione della capienza dei luoghi sopracitati. Il Comitato tecnico scientifico l’ ha portata all’80 per cento, avvantaggiando anche il condominio di grandi dimensioni che potrà ora affittare uno spazio meno grande. Non ci sono indicazioni, però nè del Cts nè dell’Iss, consultati dal Sole 24 Ore, in merito alla questione delle riunioni di condominio.

Non ancora chiaro cosa fare in particolare per le assemblee in spazi comuni condominiali o presso lo studio dell’amministratore. In questo caso il controllo del green pass non sembrerebbe necessario non essendo l’assemblea giuridicamente configurabile come un incontro di lavoro.

Mascherina sempre obbligatoria

Una cosa è certa: l’amministratore che la organizza e il presidente che la conduce devono garantire la partecipazione in sicurezza considerato che l’obbligo di indossare la mascherina e la sanificazione degli ambienti permane in tutti i luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private, a meno che sia garantito in modo continuativo l’isolamento da persone non conviventi (articolo 1, commi 1 e 2, del Dpcm 2 marzo 2021). Diventa allora consigliabile che la riunione si svolga in maniera ibrida (parte in presenza, parte da remoto) in modo da permettere a tutti di poter concorrere alle decisioni senza problemi.

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