LE DISTANZE SULLA DICHIARAZIONE INTEGRATIVA

Condono, i 5 punti che dividono M5S e Lega

di Marco Mobili e Giovanni Parente

(Ansa)

2' di lettura

Sono almeno cinque i punti del condono fiscale su cui resta una distanza concettuale tra le due forze di maggioranza. Oltre alle dichiarazioni dei leader di Lega e M5S succedutesi nella giornata di ieri, restano da colmare distanze su tutele sui reati tributari e sul riciclaggio, sulla possibilità di far emergere anche il nero detenuto in contante attraverso la sanatoria ma anche sui tetti per l’accesso e sulle aliquote delle imposte sostitutive con il passato (non dichiarato e non ancora oggetto di contestazioni da parte dell’amministrazione finanziaria).

Condono, le posizioni a confronto

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1. Lo scudo al riciclaggio
Il concetto di fondo in casa pentastellata è quello di non concedere alcuna difesa penale e dai reati di riciclaggio. Nelle bozze circolate del decreto, invece, era prevista una specifica tutela su alcuni illeciti penali di natura fiscale: dichiarazione infedele e omesso versamento di Iva e di ritenute certificate. Sullo sfondo, invece, era rimasta la garanzia di non punibilità sulla dichiarazione fraudolenta: punto sul quale era evidente non vi potesse essere alcun tipo di intesa. Ma anche sui reati di riciclaggio e di autoriciclaggio (in quest’ultimo caso a tempo, ossia fino al 30 settembre 2019) le bozze offrivano uno scudo.

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2. L’emersione del contante
E qui si pone la connessione con un altro problema, ossia l’emersione del contante. L’integrativa, in realtà, ha proprio l’obiettivo di far emergere imponibili non dichiarati e la connessione tra ricavi nascosti al Fisco e nero detenuto cash è evidentemente molto stretta.

3. La sanatoria sui redditi all’estero
Discorso un po’ diverso per l’estero. A differenza delle voluntary disclosure, l’oggetto della sanatoria sono le dichiarazioni dei redditi e non i capitali mai denunciati e detenuti oltreconfine. È chiaro, allo stesso tempo, che la rettifica al quadro RW (tanto per intenderci, quello relativo al monitoraggio dei patrimoni all’estero) così come le due mini-patrimoniali su immobili e attività finanziarie (Ivie e Ivafe) aprono una finestra per una possibile regolarizzazione comunque entro il limite dei 100mila euro. E sempre nel perimetro di un’integrazione di quanto già denunciato.

4. Il tetto del condono
Qui arriva anche l’altro nodo della soglia. La Lega voleva fortemente il tetto a 500mila euro mentre i 5 Stelle hanno considerato un massimo accettabile fino a 100mila euro. La soluzione adottata nelle bozze di decreto è quella dell’integrabilità degli imponibili fino a 100mila euro per singola imposta e per periodo d’imposta e comunque entro il 30% del dichiarato.

5. L’aliquota: 15 o 20%
Infine l’aliquota: per l’Iva si è scelta una soluzione a parte e quindi non sarà nella sostitutiva del 20% ma si potrà sanare con il calcolo di un’aliquota media o in alternativa con quella ordinaria del 22 per cento. La Lega avrebbe preferito una connessione con l’avvio della flat tax al 15 per cento.

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