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Condotte, entro sei mesi chiusa la vendita degli asset core

di Laura Galvagni


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(Imagoeconomica)

2' di lettura

Con decreto firmato il 23 aprile il ministero dello Sviluppo Economico ha messo il sigillo al programma di cessione in continuità di Condotte preparato dai commissari, Giovanni Bruno e Matteo Uggetti.
Programma che ha portato alla spartizione in due rami del gruppo di costruzioni, uno considerato core e l’altro non core e che prevede la liquidazione della parte non strategica e la valorizzazione degli asset strategici in un’ unica soluzione. Di quest’ultima fanno parte circa una quindicina di commesse, tra le quali il Tunnel del Brennero, la Città della Salute e la Roma Viterbo, che hanno un valore complessivo di 1,65 miliardi, impiegano circa 1.100 dipendenti e a tendere potrebbero generare un risultato netto prossimo agli 82 milioni, stando alle proiezioni dei commissari.

Per l’intero pacchetto verrà avviata una procedura di vendita che dovrà essere conclusa nell’arco dei prossimi 12 mesi ma che, nelle attese di Bruno e Uggetti, potrebbe richiedere anche una tempistica più stretta: «Stiamo già lavorando a un primo bando, confidiamo che possa essere tutto pronto in tempi rapidi e per questo stimiamo di partire con la procedura prima dell’estate e di chiudere la vendita in sei mesi, nell’ipotesi più ottimistica».

Il candidato naturale a rilevare la parte core? Sulla carta appare essere Salini Impregilo, tanto più alla luce dell’ambizioso Progetto Italia. Tuttavia, il percorso è tutt’altro che tracciato. «Progetto Italia non fa parte delle nostre valutazioni, la cessione per forza di cose dovrà seguire le direttive previste dalla normativa, il che significa che sarà un’operazione aperta al mercato in tutte le sue forme. Sarà trasparente e competitiva, rivolta sia a soggetti nazionali che internazionali, chiunque disporrà dei requisiti potrà formulare un’offerta, poi verrà scelta la migliore sulla base di tre parametri: il mantenimento dei livelli occupazionali, la prosecuzione dell’attività di impresa e i valori economici, oltre che la tutela della concorrenza. Se poi in questo contesto dovesse inserirsi un operatore in particolare è una condizione sulla quale non possiamo esprimere alcuna valutazione», hanno sottolineato Bruno e Uggetti.

Per la parte no core, peraltro, i commissari contano di poter accelerare con la vendita degli asset. Cossi, come è noto, è già finito nell’orbita di Salini Impregilo. La Tenuta di Roncigliano ha già superato la fase delle manifestazioni di interesse e ora sta aspettando le proposte vincolanti e per Condotte America è stata avviata e conclusa la raccolta delle offerte non binding.

In parallelo i commissari si stanno anche occupando della procedura per la controllata Inso che ha un portafoglio lavori di 1 miliardo e impiega 450 persone. La società ha incassato l’autorizzazione a un finanziamento di 30 milioni ed entro fine maggio sarà pronto «il programma di cessione in continuità», hanno chiosato Bruno e Uggetti.

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