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Mediaset, intesa con Vivendi «in alto mare». Cda per cambiare lo Statuto Mfe

Le possibilità di un’intesa complessiva tra Mediaset e Vivendi entro il termine del 22 novembre sono «scarse». A dirlo è il presidente del gruppo di Cologno, Fedele Confalonieri. E mentre si continua a negoziare - non si possono escludere soluzioni last minute - è stato convocato un Cda di Mediaset per modificare gli articoli dello Statuto Mfe oggetto della contestazione da parte di Vivendi davanti al Tribunale di Milano

di Andrea Biondi

(REUTERS)

3' di lettura

Le possibilità di un’intesa complessiva tra Mediaset e Vivendi entro il termine del 22 novembre sono «scarse». A dirlo all’agenzia Ansa è il presidente del Gruppo di Cologno, Fedele Confalonieri.

La possibilità di conciliazione di fronte al Tribunale di Milano data dalla giudice Elena Riva Crugnola, «mi sembra in alto mare», mentre parlando del percorso di Mfe, la holding di diritto olandese in cui far confluire la attività italiane e spagnole di Mediaset, prosegue «tutto secondo copione».

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Sembra avviata su questi binari la conclusione - perlomeno in questa fase - del tentativo di dialogo fra Mediaset e Vivendi, propiziato dalla contesa legale riguardante Mfe. Il 30 ottobre infatti si è tenuta come da programma al tribunale di Milano l’udienza per discutere dei ricorsi cautelari in Italia di Vivendi e Simon Fiduciaria (il trust in cui è depositato il 19,19% del capitale di Mediaset acquisito da Vivendi) per sospendere la delibera dal 4 settembre che ha dato il via libera all'operazione Mfe. Il tentativo di conciliazione ha spostato le lancette del redde rationem al 22 novembre.

Le posizioni però, come conferma il presidente Mediaset, sono ancora ora distanti nella trattativa volta a evitare che il pallino della decisione arrivi nelle mani del giudice Elena Riva Crugnola.

Al momento non si ha notizia della convocazione di alcun cda del gruppo di Cologno, anche se tutti, ovviamente, sono preallertati per un’eventuale convocazione che sancirebbe evidentemente un accordo. Che le parti però, a quanto risulta al Sole 24 Ore e a quanto riportato da più fonti, non hanno trovato nonostante vari punti messi in fila durante gli incontri fra gli avvocati delle parti: Sergio Erede e Carlo Montagna (Bonelli Erede)per Mediaset; Giuseppe Scassellati e Ferdinando Emanuele (Cleary Gottlieb) per Vivendi e Andrea Di Porto per Fininvest.

Secondo quanto è possibile ricostruire varie ipotesi sono state inserite nella discussione, compresa quella ultima migliorativa di corresponsione in 2-3 rate, garantite da fideiussioni a favore dei francesi e con relativi interessi, per il controvalore della quota in Simon Fiduciaria.

Sullo stallo della trattativa però dovrebbe aver pesato fra le varie cose anche l’inserimento nell’accordo tombale – quello che dovrebbe mettere la parola fine innanzitutto sui contenziosi con i quali fra Mediaset e Fininvest c’è una richiesta per 3 miliardi a Vivendi – di questioni, come le cause riguardanti le violazioni sui contenuti da parte di Dailymotion (che fa parte del gruppo transalpino) per complessivi 240 milioni.

Il tempo stringe e una soluzione last minute comunque in una partita così complicata non è da escludere. A ogni modo, se non dovesse esservi accordo comunque Mediaset ha deciso di cambiare i punti dello statuto Mfe oggetto del tentativo di conciliazione disposto dalla giudice.

E intanto è stata convocata per la mattinata di venerdì 22 una riunione del consiglio di amministrazione di Mediaset finalizzata – secondo quanto risulta a Radiocor – a formalizzare l'impegno della società a modificare lo statuto di MediaforEurope negli articoli richiesti dalla giudice del Tribunale civile di Milano.

La riunione si terrà così a poche ore dall’udienza, fissata per il primo pomeriggio, davanti alla giudice Elena Riva Crugnola. L’impegno del cda di Mediaset a modificare gli articoli 13, 42 e 43 dello Statuto di MediaforEurope riguarda la soglia dell'opa e la partecipazione in assemblea di soggetti che hanno contenziosi aperti con l’azienda dovrebbe poi tradursi (a valle della decisione del Tribunale) nella convocazione di una nuova assemblea di Mediaset per approvare le modifiche.

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