ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùGiornata della legalità

Confcommercio rilancia l’Sos usura: 30mila imprese e 200mila posti a rischio

Per le Pmi il costo totale della minaccia criminale si aggira sui 31 miliardi. Sangalli: «Continueremo a chiedere moratorie fiscali e creditizie»

di Enrico Netti

(AdobeStock)

3' di lettura

«Sono 30mila le micro e piccole del terziario e dei pubblici esercizi ad elevato rischio usura e di altri eventi criminali, cioè sono veramente prossime a questo disastro». Con queste parole Mariano Bella, Direttore dell’Ufficio studi di Confcommercio ieri ha delineato il perimetro delle attività a rischio in occasione della Giornata nazionale «Legalità, ci piace!». Mariano Bella precisa: «Con buona probabilità le micro imprese in pericolo sono tra 26mila e 44mila». Le conseguenze sarebbero dirompenti perché ci sarebbero a rischio circa 200mila posti di lavoro. Pesantissimo il conto che presenta l’illegalità: quasi 31 miliardi tra le perdite dirette di fatturato e i maggiori oneri per le spese difensive rispetto a una situazione di assenza di criminalità, cybercrime e truffe informatiche. Secondo le stime del direttore dell’Ufficio studi si tratta di «una perdita annua del 6,3% del fatturato che si traduce in 4,7 miliardi in meno di valore aggiunto».

Negli ultimi anni gli imprenditori del terziario hanno avvertito un deterioramento del senso di sicurezza. Le situazioni più preoccupanti sono nel Sud e nelle grandi città con il coinvolgimento delle attività del dettaglio alimentare e gli hotel. Solo 8,4% nel 2021 segnala un miglioramento del senso di sicurezza. Infatti proprio l’usura è il crimine percepito in crescita per il 27% del campione seguito da abusivismo (22%), racket (21%) e furti (21%). Nelle grandi città e al Sud l’usura è segnalata in aumento da quasi una impresa su tre. Eppure scorrendo le statistiche si nota che nel 2021 sono state fatte solo 156 denunce per usura. «Se fosse vero questo numero non avrebbe senso tutta l’attenzione che le forze dell’ordine, la magistratura, il sistema della giustizia nel complesso e la società civile ancora più in generale, dedicano al tema dell’usura. C’è un problema di sotto denuncia» rimarca Bella.

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A monte c’è il nodo del credito bancario. Nel 2020 ci sono state quasi 1,3 milioni di richieste di prestito e non ne sono state concesse 291mila. L’anno dopo è stata superata quota 1,3 milioni domande con quasi 274mila richieste respinte. È qui che la malavita cerca di entrare grazie alla sua liquidità pronta cassa, poi arriveranno «gli estorsori che mirano a rilevare l’attività per una frazione del suo valore» come testimonia in video una vittima dell’usura che invita a denunciare subito.

«Nonostante l’usura sia il reato maggiormente diffuso tra le imprese del commercio, della ristorazione e della ricettività e nonostante quasi il 60% degli imprenditori ritenga la denuncia il primo indispensabile passo di fronte all’usura, questo è uno dei reati che emergono con maggiore difficoltà. I fenomeni criminali, e in particolare l’usura, si nutrono delle crisi. Non ci stanchiamo pertanto di chiedere moratorie, moratorie fiscali e creditizie - avverte nel suo intervento Carlo Sangalli, presidente Confcommercio -. È una spirale, dove - anche quando si ha l’impressione di andare dritto - si finisce in un vicolo profondo e cieco. È veramente difficile - continua il presidente - avere la forza di uscire da soli da queste situazioni. Per questo con il Governo ci ritroviamo ogni anno. Siamo qui per dire, siamo qui per ripetere, a tutti quegli imprenditori, donne e uomini che oggi vedono solo buio, che se girano lo sguardo, alzano la testa, vedranno che non sono soli».

Oltre alla criminalità organizzata il terziario guarda al fenomeno delle baby gang ben radicato in certe zone delle grandi città. «Se è vero come è vero che esiste il termine gang - spiega Giuseppe Petronzi, questore di Milano, a margine della presentazione del rapporto sul capoluogo lombardo - associato alla protesi verbale baby, credo che potrebbe fuorviare. Non sto minimizzando anzi, è così diffusivo e poco strutturato che diventa ancora più complesso da contrastare». Pesano il decadimento del decoro urbano e della qualità della vita. Una su cinque delle imprese del Sud avverte un peggioramento mentre la metà degli imprenditori del Sud lancia l’allarme degrado sia per le periferie che per i comuni di piccole dimensioni, quelli con meno di 10mila abitanti.

Guardando al domani e ai miliardi del Pnrr Ivan Scalfarotto, sottosegretario al Ministero dell’Interno, sottolinea: «Siamo ben consapevoli che alla delicata fase attuativa del Pnrr corrisponderà un aumento del rischio di infiltrazione della criminalità organizzata. Le mafie cercheranno di accaparrarsi le risorse destinate al rilancio. Per questo ad esempio è pienamente operativa un’unità di informazione finanziaria».

QUANTO COSTA L’ILLEGALITÀ
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