SECONDA E ULTIMA GIORNATA DI LAVORI

Conferenza di Palermo sulla Libia: Haftar incontra Sarraj alla presenza di Russia ed Egitto

Alla fine il maresciallo Khalifa Haftar ha deciso di partecipare alla conferenza internazionale sulla Libia di Palermo (nella foto Epa Haftar stringe la mano di Fayez al-Sarraj, capo del Governo di accordo nazionale, di stanza a Tripoli, alla presenza del premier Giuseppe Conte)

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Dopo aver deciso all’ultimo minuto di partecipare alla conferenza internazionale sulla Libia organizzata dal governo italiano a Palermo, per il maresciallo Haftar, uomo forte dell’Est del paese, la giornata di oggi - la seconda e ultima del vertice - si è aperta all’insegna dell’ennesimo ostacolo diplomatico. L’uomo forte della Cirenaica non ha voluto sedere allo stesso tavolo con il Qatar, la Turchia e gli esponenti di Tripoli legati ai gruppi islamici, tra cui i Fratelli musulmani.

Il mini vertice con Sarraj e al Sisi
La soluzione è stata trovata: un vertice nel vertice. Si è tenuta in mattinata a Villa Igiea una mini riunione alla quale hanno partecipato, oltre ad Haftar, il premier Giuseppe Conte, Fayez al Sarraj, il premier russo Dmitri Medvedev, il presidente dell’Egitto Al Sisi, il presidente della Tunisia Essebsi, il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk, il ministro degli Esteri francese Le Drian, il premier algerino Ouyahia e l’inviato Onu per la Libia Salamè.

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Al termine dell’incontro fonti diplomatiche hanno messo in evidenza che c’è una «buona possibilità» sul fatto che la Conferenza Nazionale della Libia, primo passo stabilito dalla road map Onu per le elezioni, si possa svolgere in gennaio.

Passo avanti nel dialogo tra i protagonisti libici
Il faccia a faccia ha costituito un passo avanti dal punto di vista del dialogo tra le parti libiche. Haftar e il presidente dell’esecutivo sostenuto dalle Nazioni Unite, Sarraj, infatti non si erano ancora incrociati. Il maresciallo ha infatti disertato la cena di apertura della manifestazione.

L’assist dell’Egitto per Haftar: serve un esercito regolar e
Haftar, a capo dell’autoproclamato Esercito nazionale libico, punta a ottenere un riconoscimento da parte della comunità internazionale. Per l’Egitto, una stabilizzazione effettiva della Libia non può prescindere dalla costituzione di un esercito regolare: la ha sottolineato il portavoce del presidente al Sisi. L’Egitto, ha aggiunto, sostiene una soluzione politica per la crisi libica in linea con gli accordi tra le parti sottoscritti in Marocco nel 2015 e «sostiene con forza» l’iniziativa Onu dell’inviato Salamè.

Conte: Onu stella polare, spero voto in primavera 2019
Intervenuto durante la sessione plenaria, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha messo in evidenza che «le Nazioni Unite devono restare la stella polare del processo di stabilizzazione della Libia. Il “Piano di azione ricalibrato”, che il Rappresentante Speciale Salamé ha presentato al Consiglio di Sicurezza l’8 novembre scorso e che l’Italia sostiene, ci indica quali sono i prossimi passi da compiere. Punto nevralgico di tale Piano - ha spiegato il capo del governo M5s-Lega - resta la prospettiva delle elezioni. Resta cruciale che possano svolgersi nel rispetto delle necessarie condizioni di sicurezza, oltre che di quelle legislative e costituzionali, con una prospettiva temporale che guarda auspicabilmente a primavera del 2019».

Summit in solco con Parigi,nessuna bacchetta magica
«Non abbiamo, lo voglio chiarire, mai avuto la pretesa di fornire, attraverso questa Conferenza, “la soluzione” alla crisi libica. Ponendosi nel solco di precedenti iniziative come la Conferenza di Parigi del 29 maggio scorso - ha ricordato il premier -, essa mira piuttosto ad accompagnare costruttivamente il Paese verso la fine del lungo periodo di transizione. Nessuna bacchetta magica, quindi, bensì un’occasione di incontro e riflessione condivisa e di auspicabile sviluppo costruttivo.»

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