ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùCassazione

Confermato il sequestro della casa della nipote di Totò Riina

La donna è la figlia di Gaetano, fratello del «capo dei capi». Per La Suprema corte la proprietà è fittizia, ed è da ricondurre al padre, anche lui boss della mafia

di Patrizia Maciocchi

(ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

2' di lettura

Confermata la confisca di prevenzione della casa di Mazara del Vallo ufficialmente intestata a Maria Concetta Riina, figlia di Gaetano Riina e nipote di Totò Riina. Per la Suprema corte (sentenza 14776) è corretta la conclusione raggiunta dai giudici di merito in merito all’intestazione fittizia dell’immobile, che sarebbe in realtà da ricondurre a Gaetano Riina, anche lui boss mafioso. Fratello del più celebre «capo dei capi», anche Gaetano Riina, detto Zù Tano, ha collezionato condanne per associazione mafiosa ed estorsione. Nel suo curriculum anche il ruolo di primo piano rivestito in una riunione della cupola, nel 2008, nella quale furono ridisegnati gli assetti dei mandamenti mafiosi palermitani di Corleone e San Giuseppe Jato. E proprio dalle attività illecite, svolte dal padre della ricorrente, ad avviso dei giudici, deriverebbe il denaro utilizzato per l’investimento immobiliare e i lavori di ristrutturazione «tenuto conto del divario reddituale accertato a seguito dell’esame della documentazione prodotta».

La pericolosità sociale

Dalle indagini è emersa, infatti, una costante e significativa sproporzione tra la capacità di reddito della famiglia di Gaetano Riina fin dal 1985 e le uscite, ad eccezione proprio dell’anno 2005, anno di acquisto della casa sequestrata e dunque di un mutuo concesso dalla banca. La Corte d’Appello di Palermo ha dato un peso al fatto al fatto che l’anno in cui è Maria Concetta Riina aveva comprato l’immobile ricadeva «in un perimento temporale di manifestazione della pericolosità sociale del proprio genitore». Per i giudici territoriali il prezzo indicato nell’atto notarile, 97.000 euro, non poteva corrispondere a quello reale e doveva essere perlomeno pari alla stima indicata nel mutuo, 155.000 euro, in modo da giustificare l’entità del finanziamento ottenuto dalla banca pari a 120.000 euro.

Loading...

Un importo al quale andavano aggiunte le spese notarili, 6.000 euro, e i costi di ristrutturazione dell’appartamento, seguiti personalmente, tra il 2008 e il 2009 da Gaetano Riina «il quale ne aveva stimato l’importo in oltre centomila euro, come era emerso dal tenore delle intercettazioni». Ad avviso dei giudici poi la ricorrente doveva restituire altri importi per altri prestiti, ottenuti nel 2004, 2005 e 2009, un frequente «ricorso al credito al consumo, peraltro per somme cospicue - si legge nella sentenza - tradiva una perdurante e grave incapacità di far fronte alle proprie obbligazioni con i redditi ordinariamente percepiti, in insanabile contrasto anche con il sistematico versamento di somme per l’acquisto di prodotti finanziari»

L’omicidio del giudice Giacomelli

Gaetano Riina è stato già oggetto di precedenti sequestri e confische. Il suo nome è apparso nelle indagini sull’omicidio del giudice trapanese Alberto Giacomelli il 14 settembre del 1988. Fu Giacomelli, allora presidente della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani a ordinare nel 1985 la confisca di un altro immobile di proprietà di Gaetano Riina. Una decisione che gli costò la vita. Il giudice fu assassinato, quando era ormai in pensione, e Totò Riina, considerato il mandante del delitto, venne condannato all’ergastolo nel 2002.

Oggi Gaetano Riina, classe ’33, sconta la sua pena ai domiciliari in provincia di Trapani. Nell’aprile scorso, dopo aver contratto il Covid è stato infatti scarcerato, in considerazione dell’età e di numerose patologie che, secondo i giudici, ne pregiudicherebbero la pericolosità sociale. Detenuto dal 2011, finirà di scontare la sua pena a maggio 2024.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti