VIVISSIME CONDOGLIANZE

Confessioni di un quasi poeta


2' di lettura

Oscar Farinetti, noto imprenditore, ha pubblicato poesie intitolandole “Quasi”. Definire il libro (La nave di Teseo) un'opera poetica, ci sembra eccessivo. Confessa nell'introduzione: «Alcuni di questi ragionamenti mi sono stati poi molto utili per il lavoro».
Forse Oscar, al secolo Natale, si è lasciato trascinare dall'avverbio “quasi”, che in lui è diventato un demone. Scrive, sempre nell'introduzione: «Ma quasi tutti ignoravano che fossi un quasi poeta». La postfazione del “filosofo” Massimo Donà alza il tiro. E osa: «Nel leggere e rileggere i pensieri raccolti in questo volume, sono abbracciato da un profumo di levità, di leggerezza e di ordinata scompostezza. Chi li scrive sa molto, ma non lo dà a vedere; un po' come faceva Socrate….».
Accidenti, Socrate! La postfazione cita anche un Oscar più noto in letteratura come Wilde, nonchè Cervantes, Goethe, Giordano Bruno, la Genesi, Montaigne, Shakespeare, Leopardi…. Ci fermiamo per concedere la parola a Farinetti. Il quale, anche nella poesia o insieme di pensieri dal titolo “Mangiare”, ci sembra non compia voli degni di Pindaro (scusate la citazione, ci è scappata): «Mangio cose care/ alla fine spendo uguale». Ancora: «Arriva prima la sazietà/ e chiudo sempre con un brodo». Boh!
Il peggio ci sembra a pagina 39: «L'egoismo è come/ l'odor della merda/ Dentro il tuo/ ci stai pure bene/ In quello altrui/ ci stai…/ di merda». Per carità, “Farinetti con postfazione Donà e illustrazioni Rotelli”, si può anche poetare sugli escrementi ma ci vorrebbe, come dire?, della grazia in più. Dove trovarla? Chiedere informazioni a Hugo, che la mise in bocca ne “I miserabili” al generale Cambronne. Con forza ed eleganza.
(Modesto Michelangelo Scrofeo)

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