Credito

Confidi pronti a potenziare i prestiti alle Pmi

Dopo le modifiche dei decreti Rilancio e Semplificazioni previsto nel secondo semestre un forte incremento di erogazioni dirette

di Vera Viola

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Dopo le modifiche dei decreti Rilancio e Semplificazioni previsto nel secondo semestre un forte incremento di erogazioni dirette


3' di lettura

Cresce il ruolo dei Confidi nell’era post Covid: questi, accanto alle garanzie alle banche, accelerano sui finanziamenti diretti.

Già nel periodo tra gennaio e maggio dell’anno in corso i finanziamenti erogati dai Confidi vigilati sono stati pari a 3,8 milioni tra Sud e isole, con un incremento del 98,28% rispetto all’anno precedente. Anche se va segnalato che incrementi maggiori si sono registrati nelle altre aree del Paese, con una media nazionale del + 402,9%. Ma nei prossimi mesi si attendono incrementi maggiori.

Cala invece, il valore delle garanzie concesse al Sud e sulle isole (-19,7% rispetto ai primi cinque mesi del 2019 contro il -10,2 del Nord e il -0,2% del Centro). Numeri che risentono di una forte contrazione del credito bancario nella primavera scorsa che ha causato la contrazione anche di garanzie e di finanziamenti garantiti.

Di fatto l’intervento dei Consorzi di garanzia è stato richiesto dalle imprese più di quanto non lo fosse in passato, in conseguenza della pandemia e del grande carico di lavoro che si è abbattuto sulle banche con il decreto “Liquidità”. Rosario Caputo, presidente di Federconfidi, la Federazione che riunisce i 22 Confidi di matrice confindustriale italiani commenta: «Abbiamo affiancato sempre più le imprese – dice – anche con una più intensa attività di consulenza e supporto alle loro necessità bancarie. Tra l’altro riducendo di circa il 50% le nostre commissioni».

Per il secondo semestre dell’anno si attende un forte incremento di attività dei Confidi a seguito delle novità introdotte con i Decreti Rilancio e Semplificazioni, che finalmente diventano operativi. È stato infatti ampliato il perimetro di attività dei Confidi. «Siamo lieti che il Governo e la politica abbiano valorizzato ciò che i Confidi possono fare per le piccole e micro imprese per l’accesso al credito – aggiunge Caputo – . E siamo soddisfatti di veder accresciuto il nostro raggio d’azione grazie all’estensione operativa legata ai finanziamenti diretti, pur rimanendo prevalente l’attività di garanzia. Abbiamo sottolineato, tramite Assoconfidi, gli accresciuti bisogni della piccola impresa e ci fa piacere constatare che la politica ne abbia tenuto conto».

Dapprima , con il Decreto Rilancio è stato permesso ai Confidi Vigilati da Banca d’Italia di superare il vincolo della “residualità”, consentendo di erogare finanziamenti diretti alle imprese, sotto qualsiasi forma. I Confidi vigilati potevano concederli in una misura pari ad un massimo del 20% dell’attivo ponderato, oggi, grazie al Dl Rilancio, è possibile ampliare l’operatività fino al 49%.

Successivamente, con il Dl Semplificazioni è stato approvato un nuovo emendamento volto a semplificare le procedure di assegnazione della gestione di fondi pubblici comunitari, nazionali, regionali, così come previsto nell’articolo 1 del decreto-legge 76/2020. Di conseguenza i Confidi vigilati potranno accedere a risorse aggiuntive tramite programmi Tltro a 3 anni della BCE , piattaforme di funding oppure attivare, come avviene per le banche, il programma di Cassa Depositi e Prestiti denominato “Piattaforme Imprese”.

«Le statistiche più aggiornate – continua Caputo – rivelano che la crisi innescata dall'epidemia comporterà un calo dei consumi e del PIL nazionale, ancor più di quello meridionale. Ciò purtroppo nel medio periodo potrebbe portare ad un deterioramento dei crediti. I Confidi, grazie alla radicata conoscenza dei territori potranno essere di grande sostegno alle imprese e supportarle nel rapporto bancario, così come nella fase della gestione del credito deteriorato qualora risulti improbabile il recupero». Ora i Confidi puntano ad ampliare la propria operatività anche nell’ambito di sostegni alle imprese varati dalle Regioni. «La controllata regionale Sviluppo Campania avrebbe potuto coinvolgere di più il sistema dei Confidi, massimizzando il ruolo che a livello locale essi possono svolgere _ conclude Caputo che da diversi anni è anche alla guida di GA.FI., l'unico Confidi vigilato della Campania – In questo modo i flussi sarebbero stati indirizzati per lo più verso quelle aziende che oggi in Banca non entrano proprio».

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