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Confindustria Alberghi presenta ai partiti un memorandum con dieci priorità

Maria Carmela Colaiacovo (Presidente CA): «Il settore è uscito dai radar delle priorità mentre è importante riportare i nostri temi al centro del dibattito. Senza interventi forti ed immediati rischiamo di perdere terreno rispetto a competitor come Spagna e Francia che hanno gestito la crisi energetica anche tutelando le imprese»

di Enrico Netti

(Adobe Stock)

3' di lettura

Dieci richieste, dieci priorità da sottoporre all’attenzione dei partiti. Così Confindustria Alberghi a una decina di giorni dalle elezioni sollecita un pacchetto di misure per mettere in sicurezza il comparto dell’ospitalità che in queste settimane sta sopportando tutta una serie di rincari, tra cui l’energia e l’inflazione, che vanno ad erodere margini e competitività rispetto ad altre destinazioni del Mediterraneo. Infatti il Belpaese in Europa è leader per strutture alberghiere con oltre 32mila hotel e circa 1,1 milioni di camere che fanno capo a oltre 22mila imprese con un giro d’affari di più di 21,1 miliardi di euro. Gli occupati diretti sono oltre 220mila a cui si devono aggiungere quelli dell’indotto. Per finire l’industria dell’ospitalita per l’Italia vale il 13% del Pil con prospettive di crescita. A patto di essere di superare la tempesta perfetta che sta colpendo il settore. «Abbiamo ritenuto necessario sollecitare i partiti perché il settore è uscito dai radar delle priorità mentre è importante riportare i nostri temi al centro del dibattito. Veniamo fuori da una crisi che ha sfiancato le aziende ma, i problemi sono ancora tanti in primis il caro energia per il quale chiediamo maggiore attenzione da parte del Governo. Anche nel DL Aiuti gli interventi previsti risultano insufficienti e necessitano di essere rafforzati e adeguati alle reali necessità delle aziende - spiega Maria Carmela Colaiacovo, presidente di Confindustria Alberghi -. Il comparto alberghiero è centrale e contribuisce in maniera importante all’economia del turismo che in Italia vale il 13% del Pil. Senza interventi forti ed immediati rischiamo di perdere terreno rispetto a competitor come Spagna e Francia che hanno gestito la crisi energetica anche tutelando le imprese. Grazie agli aiuti le nostre aziende avrebbero modo di affrontare questo difficile momento contribuendo a sostenere anche l'indotto. Gli alberghi, infatti, attraverso il loro stile tipico fatto di arredi, ristorazione e concepts particolari contribuiscono a diffondere le bellezze del nostro territorio e fungono da effetto volano per il made in Italy».

Tra le priorità contenute nel memorandum c’è la sterilizzazione degli aumenti dei costi energetici diventati insopportabili per aziende provate da due anni di profonda crisi. Per scongiurare il blocco delle attività servono aiuti sostanziosi. Connesso c’è il tema della riqualificazione e transizione energetica varando interventi con semplificazioni amministrative ed incentivi. Gli albergatori potrebbero contare anche sui fondi del Pnrr ma sul punto Confindustria Alberghi precisa che il Pnrr dedica al settore poco più dell’1% delle risorse complessive mentre il comparto genera il 13% del Pil. Serve un potenziamento degli stanziamenti. Sul fronte delle imposte si chiede la rimodulazione dell’Imu e della Tari. I livelli dell’Imu tocca livelli non più accettabili: serve una sostanziale rimodulazione dell’imposta considerando che l’immobile a uso alberghiero è un bene strumentale. Per la Tari si chiede che sia commisurata ai volumi di rifiuti effettivamente prodotti e non alla mera superficie degli ambienti. È da mantenere il dicastero del Turismo con una propria capacità di spesa e un bilancio autonomo, unico modo per garantire al settore politiche di medio-lungo termine. In materia di risorse umane il comparto durante l’emergenza Covid ha perso occupati, professionalità e attrattività. La potenziato il dialogo scuola, impresa con una formazione più dinamica e mirata. Parallelamente si chiede la riduzione del cuneo fiscale per ridurre il costo del lavoro e accrescere il potere d’acquisto dei dipendenti. Per finire c’è il tema delle concessione balneari funzionali all’hotel, da tutelare con specifiche tutele e valorizzazioni quando la concessione sia funzionale all’investimento alberghiero. Sulle piattaforme online serve un intervento di riordino per garantire liceità e trasparenza dell’offerta.

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