SICILIA

Confindustria Catania lancia il Patto per il Recovery plan

Appello alle istituzioni e ai sindacati nel corso dell’assemblea annnuale. Il presidente Biriaco: «Chiediamo semplificazione e rapidità nelle decisioni»

di Nino Amadore

3' di lettura

Un patto di tra istituzioni, imprese e forze sindacali per centrare gli obiettivi del Recovery Plan. Per fare tutto bisogna però partire dalle regole che devono essere certe, chiare e stabili per creare le condizioni per investire e dare un volto nuovo al territorio. È, in sintesi, l'appello lanciato dagli industriali catanesi nel corso dell'evento “Next Generation Catania”, svoltosi a Villa Itria (Viagrande), in occasione della 95° assemblea dei soci, con la partecipazione di oltre 200 tra imprenditori e rappresentanti delle istituzioni. «Stiamo vivendo un tornante cruciale della storia – ha detto il presidente di Confindustria Catania, Antonello Biriaco –. Mai come oggi dobbiamo avere un'idea chiara ed efficace del domani, delle trasformazioni necessarie a rendere il nostro territorio attrattivo.

Catania può contare su piccole e grandi imprese di valore che nonostante le difficoltà indotte dalla pandemia, stanno continuando a realizzare importanti investimenti. Ma le enormi risorse messe in campo dal Piano di ripresa e resilienza, impongono un cambio di passo. Per “scaricare a terra” i fondi europei occorrono capacità progettuale e concretezza. Oggi chiediamo a chi ci governa stabilità, semplificazione, rapidità nelle decisioni. In primis, di eliminare le complessità burocratiche che affliggono gli investimenti e l'iniziativa privata».

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Gli assi portanti della crescita

Assi portanti della crescita sostenibilità, transizione tecnologica, infrastrutture, formazione del capitale umano, sanità. Dice il presidente di Confindustria Sicilia Alessandro Albanese: «Quello che stiamo vivendo rappresenta un momento di opportunità straordinarie. Ci sono i fondi, ci sono le imprese che non si sono mai fermate, ci sono le idee. Occorre però che la politica crei le condizioni affinché tutto questo si trasformi in investimenti e quindi in crescita economica e sociale, ottenendo quel benessere diffuso che deve essere l'obiettivo di tutti». Mentre Diego Bivona, presidente di Confindustria Siracusa ha sottolineato l'importanza di un'alleanza tra politica e mondo industriale sul fronte energetico: «L’energia non è mai stata valorizzata nella nostra Isola, dimenticando il ruolo fondamentale che ha nell'economia della Regione. Adesso c'è la possibilità di poter ripartire grazie ai fondi del Pnrr».

Cosa dice la politica

Per il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci, «la politica è sempre stata interlocutrice della categoria degli industriali. Noi in Sicilia abbiamo bisogno di capire a quale idea ci rivolgiamo per fare della Sicilia una piattaforma logistica nel Mediterraneo e superare la marginalità rispetto al continente europeo. In Sicilia la ricchezza non arriva dall'amministrazione pubblica ma dalle imprese. Se questa logica fosse stata presente nel passato si sarebbe evitata una politica assistenzialista e clientelare che invece ha mortificato la nostra economia. Il nostro futuro si chiama Meridione, si chiama Sud». Per l'assessore regionale alle Infrastrutture e trasporti, Marco Falcone «le risorse del Pnrr sono una grande opportunità per il rilancio delle Infrastrutture, ma bisogna semplificare e superare i lenti meccanismi burocratici. Ci troviamo di fronte ad una massa di denaro da spendere, con il dovere di non fare evaporare questa opportunità. Molte volte ciò avviene a causa delle tante pastoie burocratiche che attanagliano l'Italia. Mi viene in mente il caso dell'allungamento della pista di Fontanarossa, fermo da due anni a Roma per i necessari pareri tecnici. Ma al netto di tutti questi problemi, il governo Musumeci non è rimasto fermo, aprendo una stagione di grandi opere che nella nostra Regione non si vedeva dal 2006».

Quattro tavoli tematici

Analisi delle criticità e delle prospettive di sviluppo sono state al centro dei quattro tavoli tematici su capitale umano, infrastrutture, salute e sostenibilità, che hanno messo a confronto rappresentanti delle istituzioni e imprenditori. Rispondendo alle sollecitazioni del vicepresidente Confindustria Catania, Santi Finocchiaro, presidente di Dolfin, che ha sottolineato l'urgenza di puntare su misure come la decontribuzione Sud per dare una spinta all'occupazione, l'assessore alla Famiglia Antonio Scavone ha dichiarato che «certamente una situazione fiscale più favorevole è condizione fondamentale per rendere più appetibile la Sicilia e aiuterebbe le imprese a respirare e creare nuovi posti di lavoro. Questo permetterebbe anche di investire sulle nuove generazioni che in questi anni sono state defraudate delle loro prospettive». E Salvatore Malandrino, regional manager di Unicredit, ha illustrato l'iniziativa Banking Academy rivolta alla formazione gratuita di privati e imprese su temi come finanza, digitalizzazione, export management e creazione di impresa: «Per quanto riguarda la sinergia tra pubblico e privato a favore di una veloce ed efficace gestione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che come UniCredit crediamo rappresenti un'opportunità più che mai cruciale per il nostro paese e soprattutto per il Mezzogiorno. Proprio in quest'ottica, UniCredit ha costituito una task force dedicata e strutturata per supportare le 6 mission del Pnrr, con il coinvolgimento di aree di business, fabbriche prodotto del Gruppo, gestione dei rischi e l’area dedicata al settore Esg al fine di supportare al meglio i clienti e le strutture dedicate ad accompagnare le imprese nell’accesso ai fondi europei grazie a strumenti di finanziamento dedicati».


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