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Confindustria Emilia: si prepara alla quinta rivoluzione industriale

Assise dell'associazione di oltre 3mila industriali tra Bologna, Modena e Ferrara. Il presidente Caiumi: « Per affrontare la sfida della sostenibilità bisogna spingere le aggregazioni tra Pmi»

di Ilaria Vesentini

2' di lettura

Sostenibilità, aggregazioni, conoscenza condivisa. Sono le parole chiave con cui il presidente di Confindustria Emilia Valter Caiumi chiude il secondo anno di mandato pieno alla guida della grande aggregazione territoriale che tra Bologna, Modena e Ferrara riunisce oltre 3mila imprese per 170mila addetti, riorganizzate in venti filiere. Triangolo d’oro dei motori, del packaging, della ceramica, del biomedicale che si aspetta quest’anno un recupero dei ricavi di oltre sette punti, dopo il tonfo inatteso causato dal Covid.

750 partecipanti collegati

L’assemblea in forma privata che si è tenuta in remoto con oltre 750 partecipanti collegati è per Caiumi la sede per rinnovare il monito ai colleghi industriali di essere sempre più esempio e modello di impegno per la comunità verso un futuro all’insegna dell’equità e della sostenibilità. «L’adozione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Agenda ONU 2030) e l’Accordo sul Clima di Parigi hanno inaugurato una nuova era per imprese e cittadini – sottolinea il presidente – che per la prima volta vengono chiamati, accanto ai governi, a compiere un percorso preciso per un futuro sostenibile. Attenzione a non confonderci: il 2030 non è un traguardo, ma un punto di partenza per l’avvio della nuova rivoluzione industriale. Farsi trovare pronti vuol dire iniziare adesso un programma pluriennale e definire per tempo, i cambiamenti al’interno delle nostre imprese: spazi, processi e cultura. La competitività e la selettività delle nostre produzioni passeranno da questo traguardo».

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La dimensione è il punto cardine

In questa direzione è però sempre più evidente che la dimensione aziendale giocherà un ruolo chiave nella capacità di affrontare le sfide green e sociali che il mercato globale richiede. «Non tutti potranno farcela da soli – rimarca Caiumi – e torno a sollecitarvi una volta di più sull’importanza di unire le forze in un territorio che è già incline alla collaborazione e al fare rete. Su questo tema sappiate che da pochi mesi abbiamo messo a sistema competenze per potervi orientare al meglio in ambito M&A».

Le 400 aggregazioni in Emilia

Dal 2017 tra Bologna, Modena e Ferrara si sono registrati circa 400 processi di aggregazione: fusioni e acquisizioni ad opera di circa 290 aziende associate che rappresentano 9 miliardi di euro di fatturato.Il presidente torna poi su tre parole chiave con cui ha inaugurato il suo incarico nell’aprile 2019: intelligenza di comunità, ricerca collaborativa, comunicazione convergente. Parole che si sono tradotte in progetti concreti per il re-training dei lavoratori, per lo sviluppo degli ITS, nella nascita della nuova Masterclass liceale Stem, in un programma permanente di presentazione e contaminazione tra start-up e imprese, in servizi di orientamento sulla sostenibilità ma anche sull'export e il change management. «Il mio ruolo, nei prossimi anni, sarà di connessione per stimolarci tutti per farci trovare pronti per la quinta rivoluzione industriale che prenderà il via nel 2020 – così Caiumi conclude l’assemblea – sapendo che alcuni sono già al lavoro, ma altri stanno attendendo ulteriori conferme. In realtà l’attesa va impiegata nel fare per marcare la differenza di una comunità più coesa e con meno disuguaglianze».

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