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Confindustria, con i Competence center intesa per l’innovazione 4.0

Accordo fra Digital innovation hub di Confindustria e gli otto Competence center selezionati dal Mise. Nasce un network per stimolare l’innovazione 4..0 nelle imprese

di Andrea Biondi

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Accordo fra Digital innovation hub di Confindustria e gli otto Competence center selezionati dal Mise. Nasce un network per stimolare l’innovazione 4..0 nelle imprese


3' di lettura

È un passaggio che risponde alla necessità di «semplificare la cinghia trasmissione fra domanda e offerta di innovazione funzionale ai processi d’impresa. In passato siamo stati inondati di soluzioni spesso non integrabili, un po' antiche. Oggi abbiamo bisogno di una visione di insieme per accelearre il processo digitalizzazione delle imprese».

Elio Catania, presidente del gruppo tecnico Crescita Digitale delle Imprese, riassume così il senso e l’importanza dell’Accordo di collaborazione operativa sottoscritto dalla rete dei Digital Innovation Hub di Confindustria e gli otto Competence Center selezionati dal Ministero dello sviluppo economico.

Un’intesa che rappresenta l’emblema di un gioco di squadra, evidenzia una nota, che in pochi mesi ha permesso di elaborare un “piano d'azione 4.0” strategico ed operativo, facendo convergere all'interno di un network per l'innovazione, attraverso importanti investimenti pubblici e privati, gli asset valoriali dei Digital innovation hub di Confindustria e dei Competence Center.

I primi rappresentano la “porta di accesso” all'ecosistema dell'innovazione e hanno il ruolo di stimolare la domanda di innovazione delle imprese, rilevarne i fabbisogni e rafforzarne il livello di conoscenza e di consapevolezza rispetto alle opportunità di Industria 4.0, mediante lo sviluppo di attività a supporto delle imprese fra cui formazione, informazione di base orientamento anche sul versante dei finanziamenti.

I Digital innovation hub, con la loro diffusione capillare sul territorio, hanno incontrato 15mila imprese in centinaia di incontri sul territorio e hanno svolto oltre mille assessment per valutare la maturità digitale delle imprese. I Competence center, intorno a cui ruotano le principali università e centri di ricerca del Paese, sono i centri di trasferimento tecnologico che rappresentano l'ultimo tassello del piano Impresa 4.0. Dal canto loro contribuiscono alla realizzazione di progetti innovativi e, presso le loro sedi, offrono alle imprese - soprattutto Pmi - la possibilità di testare le tecnologie.

«In questa drammatica crisi dell'economia italiana – dichiara il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia – occorre rivolgere lo sguardo al futuro e alle sfide che attendono le imprese nella fase di ripartenza. Gli investimenti in tecnologie digitali si stanno dimostrando strategici in questa fase di emergenza e saranno un volàno per la ripresa e il rilancio dell'economia italiana. L’Accordo sottoscritto, quindi, acquista una valenza particolare proprio nel momento in cui è determinante impegnarsi sui fattori di competitività delle imprese».

«Questo accordo con i Digital innovation hub di Confindustria potenzia questa rete di innovazione diffusa e crea le condizioni per migliorare il trasferimento tecnologico nel nostro Paese. Un ottimo segno di futuro in questo momento», afferma il sottosegretario allo Sviluppo economico Gian Paolo Manzella.

Artes 4.0 (Sant’Anna di Pisa); Bi-Rex (Università di Bologna); Cim 4.0 (Torino); Cyber 4.0 (Roma); Made (Milano); Meditech (Napoli); Smact (Triveneto), Start 4.0 (Liguria) sono gli 0tto competence center coinvolti .

Il network - prosegue la nota di Confindustria – rappresenta l'infrastruttura per la partecipazione al programma europeo Digital Europe e l'obiettivo dei Digital innovation Hub come dei Competence center diventa quindi, grazie a questo accordo quadro, quello di aggregare le eccellenze del territorio per candidare in Europa soggetti qualificati e credibili.

«Nel 2017 e 2018 – sottolinea Elio Catania, presidente del gruppo tecnico Crescita Digitale delle Imprese – gli investimenti in tecnologie, mossi da Impresa 4.0 sono stati di 10 miliardi. Sono state coinvolte 65mila imprse. È un bel numero, ma minimale rispetto alla totalità di Pmi del Paese». Per questo motivo va bene «il meccanismo che si è messo in moto. Ma ora occorre proseguire su questa strada. Ecco perché abbiamo visto con favore la prosecuzione di quanto previsto da Impresa 4.0».

A nome dei Competence center, Enrico Pisino, ceo del Cim 4.0, ha parlato di «una scelta dall'alto valore strategico che consente, grazie alla sinergia tra Competence center e Digital innovation hub, di supportare operativamente le Pmi, in modo capillare su tutto il territorio nazionale, nel loro percorso di trasformazione digitale, mettendo a disposizione degli imprenditori italiani le competenze e le esperienze di Università e di aziende leader nell’innovazione 4.0. Unire le forze non può che rappresentare un vantaggio competitivo anche nel dialogo con l’Europa».

Per Fabrizio Gea, responsabile nazionale dei Digital innovation hub di Confindustria, l'accordo firmato con i Competence center «rappresenta anzitutto un’opportunità per il Paese di guardare avanti puntando su azioni concrete come la trasformazione digitale delle imprese e la connettività tra aziende e territori, favorita da un gioco di squadra che soprattutto oggi, nell'emergenza che stiamo vivendo a causa della pandemia, è imprescindibile per poter rialzare gli indici produttivi e favorire al più presto la ripresa economica. Il network italiano di Industria 4.0 rappresenta una risposta tangibile e inclusiva di lavoro per il bene dell'Italia e dei processi di innovazione industriale».

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