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Confindustria Lombardia, Buzzella: «Qualità e capitale umano per affrontare le sfide»

L’imprenditore cremonese (chimica) alla guida per il quadriennio 2021-2025, succede infatti a Marco Bonometti

di Luca Orlando

2' di lettura

È Francesco Buzzella il nuovo presidente di Confindustria Lombardia.

Buzzella, in precedenza individuato come candidato unico, è stato eletto con consenso unanime dal Consiglio di Presidenza di Confindustria dell’associazione: sarà presidente per il quadriennio 2021-25.

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Classe 1968, laureato in Economia presso l'Università Bocconi, è amministratore di Coim e Presidente di Green Oleo, aziende chimiche con ricavi per oltre un miliardo di euro e 1.250 dipendenti, impegnati nella chimica dei poliuretani e nella chimica verde da fonti rinnovabili. Nel quadriennio ’17-’21 è stato Presidente dell'Associazione Industriali della Provincia di Cremona, dal 2014 è membro della giunta di Federchimica, dal 2017 è membro del Consiglio di Presidenza di Federchimica.

«Ringrazio i colleghi del Consiglio di Presidenza - spiega - per la fiducia riposta nella mia persona. Rappresentare tutta l'industria lombarda, in una fase storica così decisiva per il futuro economico e sociale della nostra regione e dell'Italia, è un grandissimo onore e una forte responsabilità. Per affrontare le sfide e i cambiamenti che ci attendono le peculiarità che contraddistinguono la nostra industria - laboriosità, qualità, capitale umano, collaborazione pubblico-privato, fiducia nei giovani – devono continuare ad essere il nostro punto di forza. Queste sono caratteristiche che hanno fatto grande l'industria lombarda e che continueranno a guidarci negli anni a venire, anni che vorrei fossero all'insegna del più puro orgoglio lombardo».

Confindustria Lombardia conferma così la scelta di puntare su industriali impegnati in gruppi di ampie dimensioni. Buzzella succede infatti a Marco Bonometti, numero uno di Officine Meccaniche Rezzatesi, tra i maggiori componentisti automotive in Italia.

Il momento della regione

E se la presidenza Bonometti si è svolta in un momento certamente non facile, con l’Italia ad attraversare la peggiore crisi dal dopoguerra, Buzzella assume l’incarico in un momento decisamente favorevole per la manifattura lombarda. Con la produzione del secondo trimestre a lievitare del 3,7% in termini congiunturali mentre su base annua il balzo è del 32,5%. Rimbalzo in parte scontato, dopo lo stop quasi totale dell’analogo periodo 2020, e che pure va oltre le attese, posizionando il dato anche al di sopra della media 2019, dunque dell’era pre-Covid. L’indice registrato da Unioncamere si porta infatti a quota 114,6. Superando sia il livello medio 2019 sia il punto di massimo precedente del 2008 (113,0).

Se i vincoli all’output in termini di disponibilità di materie prime, componenti ed elettronica sono ancora ben presenti in ogni filiera, in particolare in quelle legate all’automotive, pare comunque evidente la decisa ripresa della domanda globale, determinante per una manifattura, quella lombarda, che realizza oltreconfine il 45% dei propri ricavi.

Domanda tonica sintetizzata dal dato più alto di sempre in termini di giornate di produzione assicurata, arrivate a ben 76. Merito della domanda interna ma anche dell’export, che, come accaduto per l’intero Paese, anche in Lombardia sta correndo oltre le attese: nel secondo trimestre le vendite hanno sfiorato i 38 miliardi, il massimo di sempre, quasi 3,5 in più rispetto all’analogo periodo 2019, nell’era pre-Covid.


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