forum economico italo-francese

Confindustria-Medef: industria motore del rilancio europeo

di Redazione Roma

2' di lettura

Firmata a palazzo Farnese, al termine della prima giornata del Forum economico italo-francese (alla presenza di cinquanta manager dei maggiori gruppi industriali dei due Paesi), la dichiarazione Confindustria -Medef alla presenza del premier Paolo Gentiloni. In un rinnovato clima di convergenze bilaterali, anche alla luce della prossima firma del Trattato del Quirinale tra i Governi dei due Paesi, i presidenti di Medef e Confindustria, rispettivamente Pierre Gattaz e Vincenzo Boccia, dichiarano di «credere fortemente nel ruolo propulsivo dell'industria, come motore fondamentale per il rilancio del progetto europeo, nel rispetto delle regole stabilite dai Trattati». Il testo firmato anche dal presidente di Febaf (Federazione Banche, Assicurazioni e Finanza), Luigi Abete, sottolinea la necessità di una rafforzata integrazione europea, perché «il nostro futuro è più che mai in Europa: un'Unione più forte con una zona euro integrata».

La dichiarazione congiunta

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Le tre aree prioritarie di investimento
Per le imprese francesi e italiane la risposta alle sfide della modernità risiede «nella nostra capacità di adattare le nostre nazioni alle richieste di un mondo aperto, in cui le sfide della digitalizzazione, del cambiamento climatico o della demografia, stanno forzando cambiamenti nella nostra società. Solo così Francia e Italia potranno creare nuovi posti di lavoro e ridurre i livelli di indebitamento». Gli investimenti di entrambe le parti devono essere sviluppati in tre aree prioritarie: «i settori strategici, come definito in particolare al vertice di Lione di settembre (navale, spaziale, armamenti, micro e nanoelettronica); il digitale e le start-up; la cooperazione e le alleanze tra PMI e imprese di medie dimensioni per rafforzare le nostre industrie e la loro vitalità, sia in termini di esportazioni che di investimenti e sostegno all'innovazione».

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11 proposte operative
Sono 11 proposte operative riportate nella dichiarazione congiunta. Riguardano in prima battuta l’Unione economica e monetaria («Confindustria e Medef sostengono la necessità di procedere rapidamente con ulteriori progressi nel completamento dell'Unione economica e monetaria - Uem»), la tassazione («È fondamentale correggere e modernizzare le attuali norme fiscali per rendere il contesto fiscale più equo e più adatto alle imprese») e la competitività («crescita economica e competitività devono essere rimesse al centro del progetto europeo»).

A seguire: Industria 4.0 ed economia digitale («La trasformazione digitale è al centro della rivoluzione industriale in corso»); Ricerca e innovazione («sono fattori chiave per la creazione di posti di lavoro» ed è necessario «promuovere maggiori investimenti europei»); Investimenti e infrastrutture (da sviluppare anche attraverso «partenariati Pubblico-Privato»); Mercati finanziari dei capitali (tra le priorità segnalate, la necessità di «completare l'Unione Bancaria per preservare il mercato unico dei servizi finanziari»); Formazione e competenze («bisogna investire sempre di più nell'istruzione e nella formazione di capitale umano altamente qualificato»); Difesa («Bisogna sostenere con forza una maggiore cooperazione industriale in tema di difesa e sicurezza»); Africa («Operare congiuntamente per lo sviluppo di una partnership strategica con l'Africa»); Bilancio Ue (tra le richieste quelle di «aumentare considerevolmente le risorse destinate al Programma Quadro per la R&I», nonché «semplificare drasticamente i processi amministrativi per le imprese che richiedono i fondi strutturali»).

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