EFFETTO COVID

Confindustria: ripresa da metà 2021 se la vaccinazione sarà rapida

Nell’analisi Congiuntura Flash si registra un miglioramento dello scenario per l'export italiano grazie a scambi mondiali in lenta espansione e prospettive in miglioramento

di Ma.l.C.

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2' di lettura

Il recupero del Pil italiano è “posticipato” e “un forte rimbalzo è atteso solo dal terzo trimestre 2021, sopra le stime iniziali se la vaccinazione sarà efficace e rapida” e ripartiranno i consumi. È la previsione del Centro studi di Confindustria contenuta nella congiuntura Flash. “Un allentamento delle restrizioni anti-pandemia - osserva il Csc - rilancerebbe anche la fiducia e quindi la domanda, liberando per i consumi le risorse accumulate in questi mesi col risparmio 'forzato'”. In ogni caso “la flessione stimata per fine 2020 e la debolezza attuale fanno già rivedere al ribasso la crescita complessiva attesa per quest'anno”.

A inizio 2021, si legge, nella Congiuntura Flash di Confindustria, “il peggioramento delle attese spinge una parte delle famiglie a risparmiare a scopo precauzionale; inoltre, vari acquisti sono ostacolati dalle norme anti-Covid. Tutto ciò frenerà i consumi e il Pil, almeno nel primo trimestre”, rinviando la ripresa. Il rimbalzo del terzo trimestre poi potrebbe “proseguire se l'aumento dei vaccinati continuasse a far calare i contagi”.

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Le leve per la ripresa

Per l'export italiano lo scenario è un po' migliorato, sulla scia di scambi mondiali in lenta espansione e le prospettive sono in miglioramento per inizio 2021: spiccano in positivo Germania, Svizzera, Cina e USA tra le destinazioni; metalli e autoveicoli tra i prodotti.

Le principali economie dell'Eurozona, si osserva ancora, hanno chiuso il 2020 meno peggio del previsto, e “il livello di attività a inizio 2021 è ben superiore alla primavera scorsa, quando impattò la prima ondata”. A gennaio, più di una famiglia su dieci lamenta una peggiore situazione finanziaria, una su cinque tra i redditi bassi. Il risparmio “forzato” aumenta molto: la quota di risparmiatori è salita al 24%, un multiplo dei valori 2019. I tassi sovrani a gennaio in Italia hanno registrato un moderato aumento a gennaio (da 0,50% a 0,71% e poi a 0,62% il BTP), sulla scia della nuova instabilità politica, e restano sui minimi. “Solo i massicci acquisti di titoli effettuati dalla Bce, stanno evitando costi maggiori”.

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