competitività

Confindustria Taranto e Intesa Sanpaolo insieme per accelerare sul 4.0

di Domenico Palmiotti


2' di lettura

Il contesto della domanda internazionale è favorevole e le imprese devono cogliere l’occasione per crescere sui mercati esteri ma anche per accelerare la digitalizzazione, utilizzando sia le misure governative che incentivano gli investimenti innovativi, sia la disponibilità di buone condizioni di finanziamento. Intesa Sanpaolo lancia anche a Taranto, in un incontro dedicato, «Progettare il futuro», l’accordo che il gruppo bancario ha stretto con Confindustria Piccola Industria. Il plafond nazionale è di 90 miliardi di cui 10, sottolinea Confindustria Taranto, «destinati alle imprese del territorio».

Si guarda essenzialmente a Industria 4.0 puntando su quattro direttrici di marcia: ecosistemi di imprese e integrazione di business; finanza per la crescita; capitale umano e nuova imprenditorialità. A favore di quest’ultima, Intesa Sanpaolo mette a disposizione il modello di valutazione delle start up. È un algoritmo che in sigla si chiama Dats, Due diligence assessment tool scorecard, a supporto della valutazione creditizia delle startup e che sarà esteso prossimamente alle pmi innovative. Startup che ad inizio di aprile erano 254 in tutta la Puglia di cui 21 nella provincia di Taranto. E anche se la Puglia evidenzia un’intensità di ricerca e sviluppo e di brevetti inferiore alla media italiana, viene però definita buona la sua propensione a introdurre brevetti Ict. Ci sono poi altri segnali positivi: al netto della metallurgia, dal 2008 al 2016 l’export pugliese è cresciuto del 27,2 per cento; la diffusione della banda larga è passata dal 72 per cento del 2008 all’89 del 2016: la percentuale di imprese con sito web è salita dal 48 al 65 per cento.

Tornando all’accordo, attraverso l’iniziativa ecosistemi di imprese e integrazione di business, si vuole far evolvere AdottUp, il programma di adozione delle startup, e aiutare le imprese a migliorare i processi produttivi con nuove tecnologie e metodologie. Finanza per la crescita punta invece sul rafforzamento delle imprese attraverso l’equity, la loro patrimonializzazione e l’estensione del Progetto Filiere che sinora ha prodotto 330 contratti con aziende capofila con oltre 15mila fornitori e un giro d’affari di 55 miliardi. Infine c’è l’iniziativa capitale umano, fra le quattro proposte, che guarda ai percorsi di alternanza scuola-lavoro guardando però al piano nazionale Industria 4.0.
Per Francesco Guido, direttore generale del Banco di Napoli e direttore regionale di Intesa Sanpaolo, «il quadro economico è sì migliorato, ma ancora non vi è una ripresa adeguata degli investimenti produttivi. Problema in Italia particolarmente avvertibile vista la piccola dimensione e la scarsa patrimonializzazione delle pmi. Quest’accordo - prosegue Guido - vuole aiutare le imprese a migliorare la loro capitalizzazione e a cogliere le opportunità della digitalizzazione e della quarta rivoluzione industriale».

«Confindustria Taranto – evidenzia il presidente Vincenzo Cesareo – da tempo sta affiancando le aziende nell’adozione degli strumenti e delle agevolazioni del piano 4.0. Dobbiamo disegnare un nuovo modello di impresa sostenibile che risponda alla profonda trasformazione dei processi e dei prodotti che il piano 4.0 determinerà».

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