Fase 2

Governo, ok a spostamenti tra regioni dal 3 giugno. Speranza: non ci sono ragioni per cambiare data

Il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia sentirà i governatori nelle prossime ore per continuare il confronto sulla riapertura

di Nicola Barone e Andrea Gagliardi

Spostamenti tra Regioni, decisione non prima di giugno

Il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia sentirà i governatori nelle prossime ore per continuare il confronto sulla riapertura


3' di lettura

L'Italia va alla riapertura dei confini tra le regioni con la possibilità di spostarsi liberamente in tutto il territorio nazionale. La data prevista dal governo nell’ultimo decreto legge è il 3 giugno e «al momento non ci sono ragioni per rivedere la programmata riapertura degli spostamenti. Monitoreremo ancora nelle prossime ore l'andamento della curva», dice il ministro Roberto Speranza al termine della riunione dei capi delegazione con il premier Giuseppe Conte. Nell’incontro è stato fatto un punto alla luce dei dati del monitoraggio della Fase 2, tra il 18 e il 24 maggio.

Boccia sentirà Regioni sulle aperture dal 3
Adesso il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia sentirà i governatori. Il confronto, come viene spiegato, andrà avanti nei prossimi giorni come già accaduto per tutta la settimana mentre non è invece al momento prevista una riunione della conferenza Stato-regioni.

Iss: in Italia nessuna situazione critica
Nessuna situazione critica in Italia sussiste in relazione all'epidemia di Covid-19, questo in sintesi il risultato del monitoraggio degli indicatori per la cosiddetta Fase 2 tra il 18 e il 24 maggio. L'incidenza settimanale rimane molto eterogenea nel territorio nazionale, in alcune regioni il numero di casi è ancora elevato denotando una situazione complessa ma in fase di controllo. Pertanto «si raccomanda cautela specialmente nel momento in cui dovesse aumentare il movimento di persone sul territorio nazionale».

Indice contagio sotto 1 in tutte le regioni
Secondo quanto rilevato nel monitoraggio del ministero della Salute e Iss pressoché in tutte le regioni gli indici di trasmissibilità Rt sono al di sotto di 1 e il trend dei nuovi caso è in diminuzione. Le misure di lockdown in Italia «hanno effettivamente permesso un controllo dell'infezione» sul territorio nazionale pur in un contesto di persistente trasmissione diffusa del virus con incidenza molto diversa nelle ventuno regioni. La situazione attuale, relativa all'inizio della prima fase di transizione, «è complessivamente positiva». Quanto all'indice di contagiosità Rt del Molise, pari a 2,2 ( sopra il livello di soglia), quando il numero di casi «è molto piccolo alcune regioni possono avere temporaneamente un Rt maggiore di 1 a causa di piccoli focolai locali che finiscono per incidere sul totale regionale, senza che questo - afferma il ministero - rappresenti un elemento preoccupante».

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L’ipotesi più probabile al momento
I dati pubblicati sulla base dei 21 indicatori del ministero della Salute non fanno scattare alcun allarme rosso, anche se «sotto osservazione» potrebbe restare ancora la Lombardia dove continua a concentrarsi il maggior numero di contagi giornalieri, come dimostrano anche i dati di oggi della Protezione civile. Proprio questi dati rilevano infatti un lieve calo dei nuovi positivi in Italia: 232.248 i contagiati totali, 516 più di ieri, quando se ne erano registrati 593. In Lombardia tuttavia sono 354 in più (ieri 382) pari al 68,6% dell'aumento odierno nel nostro Paese.

Da lunedì riaprono in Lombardia palestre e piscine
Intanto da lunedì 1 giugno riapriranno palestre, piscine, circoli culturali e ricreativi in Lombardia. Secondo quanto prevede la nuova ordinanza alla firma del presidente della Regione, Attilio Fontana, valida fino al 14 giugno l'attività fisica all'aperto potrà essere eseguita nel rispetto delle misure di distanziamento di 2 metri previste dal Dpcm vigente. Via libera anche all'accesso nei parchi tematici e di divertimento, oltre che nei parchi faunistici. Tutte queste attività dovranno rispettare le linee guida approvate dalla Conferenza delle regioni.

Brusaferro: apertura tra regioni sarà una sfida
Una conferma indiretta del fatto che si andasse verso un superamento generalizzato del lockdown era venuta dalle parole del presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss) Silvio Brusaferro, durante l'audizione in Commissione Bilancio della Camera in vista della ripresa degli spostamenti tra regioni e Stati dell'Ue. «Con la prossima settimana ci avviamo a una sfida sarà ancora più importante perché sarà liberalizzata la mobilita tra regioni e anche quella internazionale. Questo richiederà una capacità ancora più attenta di monitorare e rispondere a focolai». I dati, a giudizio di Brusaferro, fanno prevedere seconda ondata Covid-19 in autunno.

Le preoccupazioni delle regioni del Sud
Dal canto suo il ministro Boccia ha insistito sulla necessità di una riapertura senza distinguo. «Se tutte le regioni ripartono senza distinzioni sul profilo dei cittadini di ogni regione la distinzione tra cittadini di una città rispetto all'altra non è prevista, se siamo sani ci muoviamo». Ma dopo le proteste e le polemiche sulla possibilità di uno slittamento di sette giorni per Lombardia e Piemonte, si è lavorato (e lo si farà ancora) con le Regioni del Sud (Sardegna in testa) che hanno minacciato di far entrare sul proprio territorio solo chi si presenterà con un certificato di negatività al Covid-19 (un’ipotesi bocciata come «incostituzionale» da Boccia). Sempre compatti i governatori del Nord nel chiedere liberi spostamenti in tutta Italia dal 3 giugno.

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