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Conflitto interessi, ecco le proposte: nel ddl M5s sanzioni fino a 1 milione

Con l’audizione del presidente dell’Anac Cantone in commissione Affari costituzionali alla Camera, prova a entrare nel vivo la discussione sulla normativa sul conflitto di interessi. Tre le proposte depositate

di Andrea Gagliardi


Confitto di interessi, ecco cosa prevede la proposta di legge dei 5 stelle

4' di lettura

«L’auspicio è quello di creare una legislazione omogenea e unitaria sulle tematiche del conflitto di interessi. Una legge che provi a recuperare le tante norme che sono contenute in tante leggi e che tra loro non sono
neanche particolarmente coordinate». È quanto ha affermato il presidente dell'Autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone, nell'audizione alla commissione Affari Costituzionali, alla quale ha consegnato un report sulla situazione attuale e sulle proposte dell'Anac in materia di conflitto d'interessi.

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Le tre proposte in commissione
Con l’audizione di Cantone prova a entrare nel vivo la discussione sulla normativa sul conflitto di interessi. Una legge più volte rilanciata dal leader M5s Luigi Di Maio, ma che finora la Lega non ha considerato prioritaria. La presidenza della commissione Affari costituzionali della Camera guidata da Giuseppe Brescia ha calendarizzato le proposte. Sono tre. Una è firmata da Anna Macina (M5s) e regola i conflitti delle cariche di governo e dei componenti delle Autorità di garanzia e vigilanza. Un’altra di Emanuele Fiano (Pd) avanza l'ipotesi “blind trust”. E una terza di Francesco Boccia (sempre Pd) punta sul conflitto di interessi digitale, prendendo di mira, pur senza citarla esplicitamente, la piattaforma M5s Rousseau. Non depositata ufficialmente in commissione invece un'altra proposta M5s di Fabiana Dadone, con disposizioni in materia di conflitti di interessi, ineleggibilità e incompatibilità dei parlamentari.

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M5s: sanzioni fino a 1 milione per chi non si adegua
La proposta di Anna Macina definisce l’incompatibilità delle cariche di governo (statali e locali) e dei componenti delle Autorità di garanzia e vigilanza con la proprietà, il possesso o la disponibilità di partecipazioni superiori al 2 per cento del capitale sociale di un'impresa che svolga la propria attività in regime di autorizzazione o concessione rilasciata dallo Stato, dalle regioni o dagli enti locali, di un'impresa che sia titolare di diritti esclusivi o operi in regime di monopolio, di imprese che operino nei settori della radiotelevisione e dell'editoria o della diffusione tramite internet, nonché di altre imprese di interesse nazionale.

Nel caso di incompatibilità di carattere generale, entro trenta giorni dalla scadenza dei termini per la trasmissione delle dichiarazioni, e comunque durante l'intera durata della carica di governo, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato procede all'accertamento d'ufficio della eventuale sussistenza della medesima causa di incompatibilità e ne verifica l'effettiva rimozione. Ove sia accertata la mancata rimozione, l'interessato è dapprima invitato a cessare, entro dieci giorni, dall'incarico, dalla funzione o dall'esercizio dell'attività incompatibile con la carica di governo. Qualora l'interessato non ottemperi, la stessa Autorità applica nei confronti dell'interessato una sanzione amministrativa pecuniaria che va da un minimo di 100mila euro ad un massimo di 1 milione di euro.

La proposta Fiano e l'ipotesi blind trust
La proposta di Emanuele Fiano (deputato Pd vicino alla componente di Maurizio Martina) prevede la possibilità, nelle ipotesi più rilevanti, di risolvere la propria posizione conflittuale, anche in via preventiva, attraverso l'affidamento in gestione dei beni e delle attività patrimoniali, mediante la sottoscrizione di un contratto di gestione, ovvero, se non sussistono altre misure possibili per evitare il conflitto di interessi, la vendita, su richiesta dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, dei beni e delle attività rilevanti. È prevista anche una forma di affidamento in gestione dei beni e delle attività patrimoniali assimilabili al cosiddetto «blind trust» (gestione cieca). Nonché la possibilità, come extrema ratio, della vendita delle attività e dei beni di colui che si trova in situazioni di conflitto.

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I settori strategici a rischio
Le norme si applicano quando il titolare della carica di governo nazionale possieda, anche per interposta persona o tramite società fiduciarie, partecipazioni rilevanti nei settori della difesa, dell'energia, del credito, delle opere pubbliche di preminente interesse nazionale, delle comunicazioni e dell'editoria di rilevanza nazionale, dei servizi pubblici erogati in concessione o autorizzazione, nonché in imprese operanti nel settore pubblicitario, oppure quando la concentrazione degli interessi patrimoniali e finanziari in capo al titolare della carica di governo siano tali da condizionare l'esercizio delle funzioni pubbliche ad esso attribuite o da alterare le regole di mercato relative alla libera concorrenza

Il divieto dei sistemi tecnologici di profilazione
Francesco Boccia (Pd) affianca un disegno di legge sul conflitto di interessi digitale: si applica ai politici che dipendono da società private che usano piattaforme on line per influenzare le scelte politiche, attraverso l'analisi e la canalizzazione delle opinioni degli elettori. Manca il nome ma che il bersaglio sia la piattaforma Rousseau, la creatura di Davide Casaleggio, è evidente a tutti in Parlamento. È previsto un trattamento sanzionatorio combinato: l'ineleggibilità e la decadenza nei confronti di colui che riveste la carica politica; sanzioni per i titolari delle piattaforme web che forniscano il proprio supporto in maniera non trasparente o tracciabile. Si parte dal presupposto che «tali soggetti privati, profilando i loro utenti possono infatti fornire al soggetto che riveste – o che vuol rivestire – una carica politica informazioni che gli consentono di determinare gli interessi e le opinioni degli stessi utenti (la cosiddetta «sentiment analysis»), per lanciare campagne elettorali mirate sul sentiment che l’utente inconsapevole fornisce a tali piattaforme».

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